Bello, bello bello! Sarà il grande amore che mi lega all’heavy/power svedese o la forte somiglianza che questi Incrave hanno con i più famosi Nocturnal Rites (quelli da “Afterlife” in poi per capirci), ma “Dead End” è riuscito immediatamente a colpirmi, come un fulmine a ciel sereno, facendosi ascoltare con grande, grandissima facilità. L’album non è certo un concentrato di originalità e i brani presenti suonano al 100% Nocturnal Rites e persino la voce di Johan Falk è fin troppo simile a quella di Jonny Lindqvist eppure pezzi come “Shattered” e “The forgotten” riescono subito a fare breccia rivelandosi dannatamente easy listenining, scontati ma orecchiabili ed accattivanti. “A shadow in the dark” richiama i Kamelot, “The touch of the death” parte con un riff rubato al thrash ma bastano pochi attimi per riportare la locomotiva Incrave su binari più tipicamente power e aggiustare nuovamente il tiro di una canzone che si rivela davvero splendida mentre la dolce power ballad “Shades of me” è resa ancora più intensa e ispirata da un solo di chitarra davvero ben congeniato. Non mancano i pezzi più sparati e arrivano “Nevermore e la stessa title track che chiudono un disco davvero notevole da assaporare tutto d’un fiato fino all’esaurimento!

Se cercate un buon album di power metal questo è quello che fa per voi. Nel mercato saturo di band come quello odierno questi Incrave rappresentano una boccata d’aria fresca che farà sicuramente bene a ogni amante del power. Certo le somiglianze ci sono ma vedrete che non ne resterete affatto delusi!

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