I Coheed And Cambria sono molto complicati ed altrettanto complessi. “Year Of The Black Rainbow”, quinto disco della band americana dimostra che gli attributi per essere apprezzati, i Nostri li hanno tutti. Una proposta piuttosto originale in bilico tra il progressive anni ’70 e l’alternative rock dei giorni nostri rende questo quartetto molto interessante, ma parecchio lontano da sonorità tipicamente metal. Questo fatto può essere interpretato sicuramente come un difetto dai puristi e dai defender, ma chi se la sente di ampliare un po’ il suo spettro di influenze troverà in questo disco pane per i propri denti. Perché è fuori da ogni ragionevole dubbio, piaccia o meno, che Claudio Sanchez e Travis Stever, i due mastermind della band, sappiano tirar fuori canzoni dal gusto epico ed esplicitamente narrativo. Sin dagli esordi, infatti, il concept della band rimane ancorato ad un graphic novel (particolare tipo di narrazione fumettistica) ideato dallo stesso Claudio Sanchez e dal titolo “The Bag Online Adventures” ed i cui protagonisti principali si chiamano, guarda il caso, Coheed e Cambria.
Complice una massiccia spinta da parte della loro casa discografica, la sempre più potente Roadrunner, i Coheed And Cambria sono chiamati a portare al successo la loro musica anche dalle nostre parti e, dopo aver sezionato minuziosamente questo loro quinto lavoro tramite i necessari ascolti, si può dire che hanno tutte le carte in regola per piacere sia alla frangia più metal che a quella che predilige suoni meno duri, ma pur sempre energici. Rimane poi quell’alone di eclettismo tipico del sound e delle formazioni degli anni ’70 quali King Crimson piuttosto che Rush, cosa che gioca molto a favore del quartetto americano.
Non rimane quindi che buttarsi a capofitto nell’ascolto di un disco che non lascerà molti delusi, ma solo a patto che si sia disposti a comprendere la proposta della band, cosa che richiede un dispendio di energie a cui forse l’ascoltatore medio non è più abituato. Date loro una possibilità: non ve ne pentirete affatto, credetemi.

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