Quando si tratta di metal underground italiano, è necessario rimanere con i piedi ben piantati per terra, ed evitare di farsi trascinare dall’ondata emergente di questo anno appena finito. Torniamo dunque indietro nel tempo esattamente nel 2011, anche se quando mi arriva la demo di questa band del sud Italia, ovvero i SECRETPATH, è l’alba della fine dell’estate 2012, nonostante il prodotto sia del 2011.

Partiamo con il precisare che oggi tutti possono produrre un album in casa propria, con i mezzi che vengono consentiti, ma è chiaro che non tutti arrivano al risultato finale eccellente. Tuttavia i SECRETPATH nascono nel 2008, nella calda Cosenza in provincia di Reggio Calabria. da un’idea dalla mente di Pierluigi Ammirata, ex chitarrista ex-Darkshine, ex-Aeternal, ex-Aither, quindi già in possesso di una notevole esperienza musicale a livelli alti. Con fatica e svariati cambi di line-up dal basso, al cantante, la band trova il loro leader in Paolo Ferrante, che si presta perfettamente al ruolo grazie alla modalità particolare che utilizza nel cantare. Nel 2011 con l’entrata del bassista Giovanni De Luca, i SECRETPATH producono il loro secondo demo “Wanderer” con sonorità molto diverse dal primo promo “The Choice” del 2010.

“Wanderer” contiene  cinque tracce intrise di qualcosa che si può definire sperimentale e estremamente originale rispetto a tante band che approcciano questo sistema nel metal. In primis, ciò che balza alle orecchie è la modalità che utilizza Ferrante nel cantare. Passando da un cantato tenorile, intenso, al recitare in maniera teatrale, fino ad esplodere in diverse tonalità di scream e growl che fanno la caratteristica principale del cantante. Quando capitano band di nicchia come queste, è inevitabile che inizialmente al primo ascolto possano non soddisfare il primo piacere, ma i suddetti lavori come questi vanno ascoltati più e più volte con molta molta attenzione, perchè ogni volta è un’emozione diversa e ci si trova davanti a mille pensieri a cui far fronte. Ciò che arriva è inanzitutto la qualità in cui è registrata la demo. Seppur prodotta indipendentemente è un lavoro eccezionalmente registrato con estrema cura nei minimi dettagli. E’ chiaro che ciò che rende migliore la registrazione è la tecnica magistrale con cui i musicisti mescolano, cambiano, conformano e sperimentano il black metal, con il death e il technical senza sbavature, ma soprattutto senza mai annoiare l’ascoltatore. Il batterista Francesco Borrelli, in ottima forma, picchia duro senza fermarsi, a nervi saldi e concentrato al massimo sul cambio di tonalità e in perfetta sintonia con il bassista Giovanni De Luca che riempie e si ricama sulle note piacevoli, stuzzicanti e potenti del chitarrista Pierluigi Ammirata. Paolo Ferrante, con i suoi cambi di tonalità e con il suo modo di offrire la sua voce teatrale, oscura quanto basta, possente, quasi come un martello che picchia nella testa e perfettamente intonato, in realtà resta un lungo abbraccio musicale e mentale da cui non ci si vorrebbe mai staccare.

WANDERER resta uno dei migliori lavori del panorama metal underground sperimentativo del 2011 ma anche del 2012.

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