Se si esclude “Dreams D’Azur”, ristampa decisamente revisionata del primo ed introvabile lavoro della band “Wish I Could Dream It Again…” , i Novembre non registravano niente di nuovo dal 2001. Un lasso di tempo che, finalmente, viene colmato dalla pubblicazione di questo nuovo “Materia”, sesto studio album della band capitolina ed ennesimo capolavoro di malinconica arte decadente.
I fratelli Orlando e Massimiliano Pagliuso, come loro solito, hanno partorito un album diverso da quanto già fatto in passato, magari strettamente legato al classico modo di comporre della band ma non strettamente paragonabile a nessun lavoro precedente. “Materia”, da questo punto di vista, rappresenta un passaggio (e non un traguardo) nell’evoluzione artistica dei nostri, la costante e spasmodica voglia di rinnovarsi e sperimentare nuove soluzioni.

Dal proprio passato, comunque, la band non rinnega assolutamente niente e, difatti, le calde e suadenti atmosfere di “Wish Could Dream It Again…” fanno più volte capolino in un contesto come questo, caratterizzato dal quasi inutilizzo del cantato growl (come in “Arte Novecento”) e da numerosi passaggi acustici e da arrangiamenti elaboratissimi (“Novembrine Waltz”). L’album più diretto e “disperato” della band, “Classica”, è forse quello meno influente nel processo compositivo di “Materia”, capitolo che comunque proclama ad alta voce tutta la sua indipendenza ed originalità per via del massiccio (ed ispirato) utilizzo della lingua italiana, delle dissonanze, delle voci doppiate ed effettate. Un vero e proprio universo onirico, frastagliato da piccoli (e tanti) capolavori musicali quali l’iniziale “Verne”, avvolgente e tremendamente ipnotica, “Geppetto”, dai risvolti melliflui, “Aquamarine”, in cui l’ossessione per l’acqua (e per il mare) assume il suo significato più alto. Insolite, ma ugualmente belle, “Comedia” e “The Promise”, l’una introdotta da una vera e propria sfuriata death, l’altra da un synth elettronico.
Piccole “rivoluzioni” che vengono inglobate dal più ampio ed importante cambiamento da parte della band, quello che vede i Novembre targati ’06 virare verso il mondo e le sonorità del post rock decadente. Il tutto, ovviamente, con la classe e la personalità che solo una delle nostre band di punta all’estero sa avere.
Per farla breve, “Materia” rappresenta il solito disco di spessore a cui i tre ci hanno abituato da tempo, tremendamente ispirato e coinvolgente sotto ogni aspetto lo si osservi.

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