I Navarro sono senza ombra di dubbio una band piuttosto particolare. Tutti nordamericani, vivono però in Italia, precisamente a Pordenone. Ma se il sangue non mente, il sound da loro prodotto non poteva che essere un caldissimo hard rock.
La voce del leader e singer Philip Navarro sembra uscire direttamente dagli anni ’80. Un incrocio fra Brian Adams e Tom Petty, tra l’altro due vere muse ispiratrici per la band.
Evidente è anche l’influenza di Bruce Springsteen e forse di un certo Bon Jovi.
La qualità dell’album in questione è davvero ai massimi livelli. I brani sono tutti orecchiabilissimi e davvero coinvolgenti. Con la particolare voce del singer e dei giri di chitarra sempre in bilico tra uno sporco blues ed un graffiante hard rock.
Non oso immaginare il successo che potrebbero avere se si cimentassero in brani in lingua italiana. In quel caso credo che Ligabue dovrebbe scappare piangente davanti a questi veri cow-boy. Ma la loro musica non può che essere in inglese, dato lo spirito puramente nordamericano che pervade tutto l’album.
Aspetto sicuramente basilare per il successo di questo album è la sua lettura a più strati, dato che tutte le song si dimostrano facilmente fruibili, ma capaci di rivelarsi piccoli scrigni di perle e buone idee. Insomma una vera e propria rivelazione per tutti gli amanti del buon rock, se un giorno viaggerò sulla Route 66 su una bella Cadillac ho trovato la colonna sonora ideale!

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