Sono nati nel 2002 gli Anti-Depressive Delivery, giovani e ambiziosi norvegesi. La proposta è un prog-metal talentuoso (nella biografia citano Griffin, Maelstrom e Atrox su tutti) che spazia dal puro prog rock jazzato al prog metal (forzatamente) atipico (vedi appunto gli Atrox), con strutture strambe ricche di digressioni ritmiche, cambi di tempo e di registro, e atipici suoni di synth. Fatto, questa credo sia una descrizione azzeccatissima. Nient’altro, vi starete chiedendo?
Sia chiaro, dimostrano un talento non indifferente nella composizione delle struttura dei brani….. ma si può davvero parlare di talento quando si cerca di emulare qualcun’altro, così tanto, da rendere il tutto forzato e noioso?
I brani sono noiosi un accidente! Non oso neanche scrivere quante volte ho dovuto fare skip e quante volte ho dovuto riascoltare “Feel Melt Release Escape” ma sappiate solo che ancora oggi, dopo aver scritto questa recensione, non ho capito dove questo disco voglia arrivare. Può essere visto come un capolavoro (?!?) o come un lavoro superficiale e inconcludente. I riff sono spesso ripetuti all’infinito, le tastiere sono spesso strane, quasi fastidiose…. Il progressive rock è tutt’altro, anzi era tutt’altro! E se poi, tralasciando quasi tutto, ascoltiamo la conclusiva “Bones & Money” ci rendiamo conto che i ragazzi, di capacità, ne hanno molte. 15 minuti gestiti fra pianoforte, cantato finalmente “sentito” e una struttura morbida che lascia scivolare via i 15 minuti come se fossero pochi intensi secondi …… ma perchè, invece delle masturbazioni mentali/strumentali, non lasciare il via libera alla musica e alla musicalità?

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