Sicuramente non si può parlare di un thrash metal ordinario quello che i Phenium presentano con l’uscita del loro primo Full-leagth “ Fake you all” con un sound moderno che fonde in sè diverse peculiarità di altri sottogeneri, elementi di rottura o di avvicinamento al death/groove/metalcore che ne conferiscono un sound diverso rispetto alla solita minestra e che hanno il compito di proiettare il metal della distruzione ai giorni nostri. Il tentativo fondere voce growl e screen tipici più del death e del black, con riff di stampo prettamente “thasherizzante” e voce pulita, presenta un notevole distacco dal solito sound a cui tutti noi siamo abituati ad ascoltare. Più che un segno di rottura parlerei più che altro del tentativo di aprire questo genere ad altri orizzonti, un sound diverso sicuramente non adatto alla linea conservatrice degli old school di thasher anni 80’ e che invece vuole abbracciare le nuove generazioni amanti del genere mettendosi pienamente in ottica odierna. La band originaria di Roma è stata fondata nel 2005 e i questi anni ci hanno regalato un demo “Phenium” uscito nell’inverno del 2008 ed un Ep costruendosi una buona reputazione dell’underground della capitale. Con “ Fake you all” registrato per la Lost Sound Records e che presenta 11 brani, finalmente si ha il Full-leagth  prodotto dal gruppo. Il breve “Intro” si apre a “Drift” dove si riscontrano riff di chitarra e una batteria pregevoli, voce in scream sicuramente apprezzabile maggiormente nella seconda parte rispetto all’inizio e un assolo di chitarra di grande tecnica strumentale; nel complesso il brano presenta un ritornello coinvolgente che conferisce alla canzone una grande musicalità. “ Insensitive” abbiamo una sovrapposizione di growl e scream molto particolare e di grande effetto, la voce pulita (che per timbro e non per potenza ricorda  Hansi Kursch dei Blind Guardian ) rimane estranea a questa particolare fusione, forse per evitare di creare una minestra o una assurda e controproducente sovrapposizioni di voci. In “NWO” l’anima thrash metal della band fuoriesce in grande potenza e distruttività, ma è in “This Empty Sorrow” che i romani riescono ad avere una perfetta unione con il metal moderna, è un brano capace di coinvolgere l’ascoltatore con veloci cambi di ritmo, potenti riff di chitarra, ottima tecnica strumentale. In “Ghost” troviamo una breve apertura totalmente in chitarra acustica molto apprezzabile che ammorbidisce il brano prima di entrare nel thrash duro e crudo.“Consumed” si presenta riff di chitarra ritmica apprezzabili, sola alternanza voce scream/Growl e numerosi cambi di ritmo apprezzabile e che conferiscono al brano grande musicalità ed energia, partendo inizialmente lenta si incattivisce avendo diverse fasi altalenanti. Il brano che conferisce il nome all’album è “Fake you All” colpisce per la sua divisione netta tra la parte strumentale di grande impatto iniziale con una si aggressiva, ma per nulla invasiva della parte più aggressiva e dura, piccoli assoli di chitarra nelle parti meno distruttive garantiscono musicalità  al brano, apprezzabile è anche la chitarra ritmica; nelle parti più aggressiva la fusione tra tutta la strumentazione non è ottimale con la voce ma comunque sono riusciti a ottenere non trascurabile songwriting.

Sicuramente da lodare questa voglia di nuovo e di apertura, sperimentazione di un nuovo sound o meglio dire di un sound personalizzato che non guarda al passato ma al futuro a quello che la musica diventerà e potrà dare negli anni a venire. “Fake you All” nel complesso per essere un album di debutto non annoia, è piacevole all’ascolto ed è consigliabile a chiunque abbia una realtà musicale “open-mind”  nel genere.

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