A dispetto di una fama che, almeno in Italia, non tocca picchi vertiginosi, gli Eisheilig sono una band dalla discreta esperienza e dalle doti sicuramente apprezzabili. Giunti al quarto album, i quattro proseguono con forte coerenza sui misurati percorsi musicali che fino ad oggi hanno caratterizzato le loro produzioni. ‘Auf dem Weg In Deine Welt’ è, dunque, un disco totalmente estraneo al metal sia per i contenuti musicali, sia per l’attitudine mostrata dalla band. Le composizioni di questi buoni musicisti continuano ad esplorare i territori di un gothic rock serioso e compassato, in cui nessuno spazio è riservato tanto per trovate da hit, quanto per finzioni pseudo-depressive. La band al servizio della Drakkar fornisce, infatti, un saggio di onestà ispirativa, offrendo un disco nel quale poco interessa l’estetica a tutti i costi, nonostante rischi di monotonia che tutto ciò comporta.

Farcite da una produzione molto new-wave, le dieci composizioni offerte affidano gran parte del lavoro strumentale nelle mani del chitarrista Till Maiwald. L’axe-man, forte di un dinamismo ovviamente estraneo alla lenta e monolitica sezione ritimica, sfoggia riff interessanti, dal fascinoso sapore settantiano che piacciono e catturano, salvo dissolversi con l’avanzare della tracklist. Le melodie, sempre in primo piano e rafforzate da leggeri interventi d’organo, risultano neanche a dirlo sempre sofferte e malinconiche, ben impiantate sul letto di giri iterati con pazienza dalle sei corde. In questo contesto, ottimo risulta il lavoro del singer Dennis Mikus che, nonostante un cantato in lingua madre ed una forte voce, riesce a mantenere il senso di triste leggerezza che pervade i brani. Uno stile classico, privo di forzature e perciò semplice e naturale che, se inizialmente riesce a farsi godere, con l’avanzare dei brani scade in ripetitività di troppo. Ancora una volta la band tedesca decide di non superare i propri limiti e, nel rimanere barricata, rischia di passare inosservata anche agli occhi di chi, patito del genere, potrebbe concedergli un meritato ascolto.

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