Da alcuni anni a questa parte, la Spagna si sta dimostrando un territorio decisamente fertile per la nascita di molti gruppi che suonano heavy metal e hard rock. E così ecco arrivare sotto l’ala protettrice della Frontiers, i Circus che sfornano un dischetto piuttosto interessante e di “freschi” contenuti. Il trio spagnolo si muove attraverso sonorità di chiara matrice hard rock e lo fa attraverso dodici canzoni decisamente interessanti e trascinanti che ahimé hanno soltanto una pecca, quella di essere cantate in spagnolo, ma questa è solo una mia considerazione personale dato che non amo questa lingua. Sorvolando questo piccolo particolare, che non toglie assolutamente nulla al disco, i Circus si dimostrano musicisti preparati e ci regalano un debut ricco di melodia.
Buona la prova tecnica da parte di Pablo Giaretta (voce, chitarra e piano) che nonostante non raggiunga mai note altissime si dimostra un cantante piuttosto interessante e carico di pathos e allo stesso tempo un chitarrista e pianista davvero ispirato e preparato. Le canzoni che i tre spagnoli propongono tuttavia dopo alcuni ascolti, si dimostrano essere quasi tutte ripetitive e uguali. Certo, all’interno di questo disco ci sono episodi davvero molto interessanti come l’opener “Otra Voz” e il singolo “Claudia” che si dimostrano canzoni trascinanti e molto belle nonostante la loro struttura sia molto semplice; nota di merito va a “Tu esclave” forse il pezzo più bello e trascinante dell’intero album che si snoda attraverso ritmiche veloci e riff particolarmente rocciosi ed aggressivi.
È poi l’ora dei lenti, e i Circus ci propongono “Mientras me armo de valor” e “No soy yo” la prima scorre via senza lasciare il segno, mentre la seconda si dimostra una delicata ballad dall’andamento malinconico e romantico. “Circus”, “Sonnambulo”, “Heroes” sono tracks estremamente veloci che si muovono sempre sugli stessi canoni delle precedenti canzoni.

Insomma, un discreto debutto, i Circus ci propongono quello che meglio sanno suonare, ma come già detto prima questo dischetto dopo l’entusiasmo iniziale passa via senza troppi problemi e non lascia il segno, complice anche una certa ripetitività nella struttura dei pezzi. Essendo un debut, aspettiamo con fiducia il prossimo album e vediamo se i Circus saranno in grado di migliorare o no il proprio modo di scrivere canzoni.

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