Scegliendo la morte. Una (improbabile) traduzione in italiano di questo titolo è già una premessa sufficiente per capire a cosa ci si trova di fronte se si comincia a leggere il volume in questione. Il death ed il grindcore sono due sottogeneri tra i più estremi e violenti che potrete trovare all’interno dell’universo metal ed Albert Mudrain ne esamina i contenuti sviscerandone la storia direttamente dai protagonisti principali delle vicende. Qui dentro, infatti, troverete una concatenazione di eventi narrata grazie al contributo di gente come Napalm Death, Morbid Angel, Death e moltissimi altri per quasi 300 pagine ricche di marciume punk, grind e hardcore, ma non solo.

Lo stile di Mudrain è perfetto, poi, per un lavoro di questo tipo, infatti egli si limita a raccontare senza intervenire in prima persona ed utilizzando raramente (se non mai) la prima persona singolare, cosa che si adatta perfettamente alle velleità documentaristiche di Choosing Death. Ecco, volendo esprimere un paragone, le parole che trovano posto nel libro potrebbero essere perfettamente espresse ad immagini per un excursus sicuramente altrettanto efficace, anche se certamente meno affascinante che non quello sulla carta stampata. Oltre alle parole, fanno però anche bella mostra di sé tantissime foto ed innumerevoli flyer di concerti per una maggiore precisione storica ed un’impostazione grafica decisamente vincente.

Tornando all’argomento principale dell’opera, il death metal ed il grindcore sono nati grazie alla tenacia ed alla determinazione di ragazzini (si parla di persone che all’epoca dei fatti non avevano nemmeno 20 anni) che nemmeno erano consapevoli di creare una corrente musicale, sociale e culturale così estrema e forte ancora oggi. Tutti questi ragazzi volevano solo suonare “più forte, più veloce e più rumorosamente possibile”.

Ancora due parole da spendere per la traduzione, assolutamente perfetta e debitamente accurata tanto da venire incontro anche a chi non mastica benissimo i tanti termini lasciati in lingua madre con note a piè di pagina che spiegano il significato di determinate espressioni.

Insomma, un altro centro messo a segno da Tsunami Edizioni, la quale si è accaparrata un titolo che non può mancare nella collezione di ogni deathster che si rispetti ed anche una storia avvincente, pregna di un background socio/culturale che può aiutare anche a comprendere dove siamo arrivati oggi e cosa ci potrebbe riservare il futuro della musica estrema. Se non si impara dal passato, come si può pensare di capire il presente?

 

Titolo: Choosing Death

Casa Editrice: Tsunami Edizioni

N° di pagine: 288 illustrate

Formato: 16×23

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