I Fear Dorg sono una band attiva da diverso tempo nell’area riccionese. Dopo diversi cambi di line-up (effettuati “in amicizia”, come si nota dalla comparsata in un assolo dell’ex membro Fabrizio Pizzagalli), raggiunta finalmente la stabilita’, e’ stato realizzato questo demo. La musica dei Fear Dorg e’ decisamente “ottantiana” ed i cinque brani che compongono questo lavoro molto probabilmente piaceranno agli amanti della nwobhm… C’e’ pero’ una piccola sorpresa: i Fear Dorg cantano in italiano ! Questa scelta molto particolare e’ decisamente apprezzabile e, seppur inizialmente si possa rimanere perplessi, una volta superato l’impatto iniziale non si puo’ che lodare una scelta capace di dare visibilita’ e personalita’ al gruppo (non capita molto spesso di sentire sonorita’ di questo tipo accompagnate dalla nostra lingua…). Ma parliamo un po’ dei singoli brani… L’opener “Contro il tempo” (il pezzo che piu’ mi e’ piaciuto) e’ un brano potente e roccioso, caratterizzato dall’ottima interpretazione del cantante (che si dimostrera’ davvero bravo anche nelle altre composizioni, mostrando di possedere gia’ una buona padronanza della sua voce) e trascinante nella strofa e nel ritornello. “Fear Dorg” e’ un pezzo dalle sonorita’ un po’ piu’ “dure” e, pur durando meno delle altre composizioni, e’ quello che piu’ mi ha annoiato (non che ci sia qualcosa di brutto nel pezzo, ma non e’ riuscito a coinvolgermi…). “La valle della coscienza”, terza traccia, e’ invece differente da quanto proposto nei primi due brani. Questa canzone e’ infatti piu’ “rilassata” (invece delle chitarre aggressive qua si fanno notare gli arpeggi evidenziati dal basso, che accompagnano una interpretazione vocale meno aggressiva rispetto agli episodi precedenti). Immagino che dal vivo questo pezzo possa essere apprezzato anche da chi magari non gradirebbe il resto di questo demo… Con la quarta traccia “Bagliori nel buio” si torna alle sonorita’ iniziali e, dopo un’apertura forse un po’ troppo pretenziosa nel cantato, il pezzo si trasforma in un brano molto ottantiano abbastanza trascinante, seppur non quanto “Contro il tempo” (e ancora una volta e’ da segnalare la prestazione del cantante). Infine la conclusiva “Sotto il riflesso dell’albero (il guardiano)” e’ un brano “umorale” dotato di diversi cambi di atmosfera, al termine del quale c’e’ una ghost track molto carina con i cori di “Contro il tempo”. Insomma, la qualita’ dei brani e’ abbastanza omogenea (“Contro il tempo” spicca in positivo, ma il resto non e’ molto al di sotto del livello di questa) e i pezzi non sono male, anche se trovo che una durata minore gioverebbe alle composizioni (molto spesso i brani tendono a stancare un po’ troppo e ad essere prolissi). C’e’ pero’ un ma… la produzione e’ davvero poco riuscita. Sul booklet c’e’ scritto che il demo e’ autoprodotto, e purtroppo la mancanza di esperienza si nota. La scelta e’ coraggiosa, ma il risultato e’ che i suoni non rendono per nulla giustizia alle composizioni, e questo abbassa notevolmente il risultato finale del demo. Globalmente pero’ ci troviamo di fronte ad un gruppo interessante che, crescendo e limando alcune asperita’, potrebbe riservarci delle sorprese.

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