In un Grand Hotel nel bel mezzo della Chinatown milanese, Heavy-Metal.it ha avuto l’onore di intervistare nientemeno che Mr. Don Dokken, in Italia per promuovere il nuovo, ottimo disco della omonima band intitolato “Hell to Pay”.
Conoscere di persona personaggi simili è sempre un po’ emozionante, specialmente per chi, oltre che giornalista, è soprattutto un fan.
In questo caso, posso dire che è stato un incontro decisamente piacevole: Don si è rivelato tutt’altro che una viziata rock star, mostrandosi anzi cordiale e spiritoso, tanto che l’intervista ad un certo punto si è trasformata più in una chiacchierata che in un semplice domanda-risposta.
Ma ora bando alle ciance: buona lettura!

Quando è stata l’ultima visita dei Dokken in Italia? A memoria non ricordo proprio..
Hmmm.. vediamo.. eh, mi sa più o meno 15 anni fa.. mi pare fosse un tour con gli AC/DC, nel 1988..

..ne è passato di tempo!
..eh, decisamente.. penso proprio sia arrivato il momento di muovere i nostri culi di pietra e venire a suonare in Italia!

Eheheh.. dunque, iniziamo con le domande.. anzi, prima di tutto, qual è la domanda che proprio tutti i giornalisti ti hanno fatto oggi? Giusto perché così posso atteggiarmi come quello figo che non la fa..
Eheh.. mah, credo sia “Qual è la tua canzone preferita fra quelle che hai scritto”. Non ho canzoni preferite, davvero!

Perfetto, ho fatto bene a dimenticarmi quella domanda allora! (risate)
Parliamo dunque del nuovo disco, “Hell to Pay”.. il promo mi è stato recapitato solamente ieri, tuttavia l’ho potuto ascoltare un bel po’ di volte. Ho perfino fatto una copia su cassetta p..

..per ascoltarla in macchina?

Esatto! Come hai fatto a indovinare? (risate)
Eheh.. ma dimmi, dimmi, che ne pensi?

Mi piace! Mi piace parecchio. Trovo che sia proprio un bel disco, molto ispirato..
..nonché un po’ più in classico stile Dokken, non è vero?

Hmm beh sì, sotto certi aspetti sì.
Sono in molti ad auspicare un “ritorno alle radici”.. questo disco potrebbe piacere anche a loro, qualcosa in quel senso c’è, e secondo me era anche il momento giusto per farlo.

Una canzone in particolare mi ha colpito fin dal primo ascolto: sto parlando di “Prozac Nation”.. a che cosa si riferisce precisamente il testo?
Quella canzone infatti doveva uscire come singolo.. poi abbiamo scelto “Escape”.. ad ogni modo: ho scritto quella canzone perché vedi, io ho una figlia di 16 anni, e come saprai quella è un’età un po’ difficile.. una volta litiga con la madre, l’altra non va a scuola.. un’altra ancora è tornata a casa a notte fonda dopo aver bevuto troppo e si è chiusa in bagno a vomitare.. insomma per farla breve non stava benissimo, perciò un giorno l’abbiamo portata dal medico, e lui ci ha detto: “Si, in effetti è un po’ depressa.. ma non c’è problema, datele queste pillole, e poi queste altre pillole..”.. erano antidepressivi.. “Uno a mezzogiorno e uno la sera.. per tenerla contenta”.. al che io ho pensato: “Ma siamo impazziti? A 16 anni iniziare a prendere pillole, psicofarmaci?”.. e poi ho pensato anche alle compagnie farmaceutiche e ai dottori, che più prescrivono certi medicinali e più vengono pagati.. insomma, mi sono veramente arrabbiato.
Ho fatto delle ricerche su internet, ed ho scoperto un dato inquietante, e cioè che 3 teenager americani su 5 fanno uso di farmaci contro la depressione.. da qui “Prozac Nation”.
Il prozac è una droga molto diffusa in America per combattere la depressione.. ecco perché nel testo cito prozac, cocaina, speed.. e poi anche Jack Daniels, J&B.. perché anche quelle, alla fine, sono droghe.
Quel medico mi fece veramente arrabbiare..

..ora ovviamente tua figlia non prende più pillole, vero?
Le ha prese per una settimana. Ma semplicemente non era lei.. era sì tranquilla, ma anche apatica, spenta.. morta. Al che mi sono detto “Ma dov’è mia figlia?”

Diciamo che si comportava in modo “normale”, ma non il “normale” in cui si comporterebbe senza sostanze, dico bene?
Esattamente. Era tranquilla, ma allo stesso tempo non era lei. Quelle droghe ti annullano.. e vederla vivere in quel modo, come uno zombi, non lo volevo affatto. Da lì abbiamo deciso di sospendere le pillole.
Musicalmente parlando, la canzone è composta da.. una melodia alla Beatles su un groove alla Ac/Dc!!

Vero! Il risultato è particolare, secondo me molto riuscito anche in funzione del testo.
In generale comunque direi che l’album ha un feeling abbastanza “oscuro”..

Vero. E’ un disco piuttosto cupo.

..e a livello di testi mi sembra anche piuttosto personale, intimo..
Direi di sì. Vedi, alcune band preferiscono scrivere testi sulle groupie, sui party, let’s rock, cose alla Kiss o Poison.. io semplicemente non ci riesco. Mi suonano finti, falsi. Non riuscirei a scrivere una canzone alla “Look What the Cat Dragged In”.
Spesso mi sento dire “Ah, testi introspettivi, malinconici, oscuri..”.. che dovrei rispondere.. Cerco solo di essere onesto.
Potrei scrivere testi tipo (cantando ndr) “Baby gonna rock you, ba-ba-babyyyy, all night loooong”.. però dai.. sono stronzate.
Ad ogni modo non voglio cercare casini del tipo “Hey, hai spalato merda sulla mia band, vaffanculo!” e via dicendo.. quindi non faccio nomi.. tanto lo sai sicuramente, di che gruppi sto parlando!

Eheheh.. si, hai decisamente reso l’idea!
Visto che parliamo di testi.. stavo girando sul tuo sito web, e mi sono imbattuto nella sezione “Poetry”.. il che mi ha suggerito una riflessione: forse non è così assurdo dire che in un certo senso, al giorno d’oggi, i musicisti e i cantanti (ovviamente non parlo del rap, del nu-metal o del pop commerciali che senti in tutte le radio) sono i “nuovi poeti”..

Mah.. perché no.. gente come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Robert Plant.. secondo me loro erano dei veri poeti!
Molti purtroppo ragionano dicendo “ok, questo fa rima, aggiudicato”.
Cose del tipo.. “If I could kill you now.. you would be my.. cow. Eheh.. And I would milk you like my bitch, until it started to.. itch!” (risate)

Ah ah!.. beh, effettivamente, si può scrivere musica fighissima, ma bisognerebbe anche cercare di scrivere testi con un minimo di significato..
Certamente. Puoi suonare quello che vuoi, anche pesante, cattivo, speed metal, death metal, con i bei riff “ta-tatatattaaa-tatatatataaa” (risate).. ma bisognerebbe evitare testi tipo (cantando) “You bitch, you’re a coooow.. I itch you noooow!” (risate)
Ad ogni modo, non so come scrivano gli altri.. io personalmente scrivo sempre parecchie canzoni, ed anche “poesie” che poi diventano canzoni, alcune di esse le ho inserite sul sito.. Compongo anche molte canzoni che tengo sul mio computer, e non so se saranno mai pubblicate..
A volte mi sveglio e sono di buon umore, altre invece mi sveglio e allegro non lo sono. E allora mi metto lì e scrivo. Molte canzoni sono nate così.

In un certo senso è anche un modo per sfogarsi.
Esattamente. E’ un po’ come una terapia!
Non c’entra nulla.. (notando la mia maglietta ndr) vedo che ti piacciono i Twisted Sister!

Sì, molto! E a te?
Yeah. Ci abbiamo suonato insieme l’anno scorso, al Bang Your Head.. dal vivo sono fenomenali, divertentissimi. E’ stato come essere tornati negli anni ’80! Dee poi è simpaticissimo, molto gentile. Siamo buoni amici. Ma vai pure avanti..

Che mi dici di Jon Levin, il nuovo chitarrista?
Ecco, guardacaso abbiamo parlato dei Twisted Sister.. ed il discorso è molto simile.
Anche Jon è stato lontano dalle scene per 10 anni ed oltre.. ed ora non vedeva l’ora di tornare, aveva ed ha una gran voglia di riassaporare cosa si prova su un palco.. E’ stato un avvocato per 10 anni, sai?
Tutti i giorni elegante, in tribunale, con la giacca, la valigetta, la cravatta ben annodata.. (risate) Ad un certo punto ha detto “Basta! Al diavolo, sono stufo di fare l’avvocato, non è la mia vita”.. ed è così che ha ripreso a suonare, poi noi stavamo giusto cercando un nuovo chitarrista..

Parlando di Jon, devo dire che mi ha sorpreso sentire quanto sia già addentro il classico sound dei Dokken..
Sì. Ricorda molto il primo George, non trovi? Mi ha raccontato che quando era ragazzino, a più o meno 15 anni, uno dei suoi primi dischi furono proprio i Dokken.. poi ha suonato con Doro Pesch, sul disco Force Majeure, dopodiché nei primi anni 90 ha intrapreso la carriera di avvocato. Ora però ha voluto darci un taglio. E’ stata una scelta coraggiosa, perché come avvocato faceva un sacco di soldi.. ma lui ha detto “Ok, ma l’avvocato lo posso fare a 45, 50 anni. Questa è la mia ultima possibilità di prendere in mano la chitarra e suonare in una grande band..”.
Al che ho pensato ok, però non suona da quasi dieci anni.. facciamo dei concerti e vediamo come va. Ragazzi.. ci sono rimasto di sasso, è fenomenale.
Lui poi è molto motivato, in fondo non ha mai avuto la possibilità di dimostrare veramente quanto vale.. nella stessa band di Doro Pesch era purtroppo inevitabilmente in secondo piano, essendo lei a catalizzare tutta l’attenzione..

In effetti, in una rock band I due personaggi più importanti a livello anche di immagine, volendo generalizzare, sono il cantante ed il chitarrista.. a questo proposito, devo dire che i Dokken sono riusciti a passare assolutamente indenni attraverso numerosi cambi di chitarrista..
Yeah, man. E’ perché i chitarristi che scelgo sono tutti dei grandi chitarristi. Prendi Reb Beach, è incredibile, John Norum, un fenomeno..

Che mi dici di Alex DeRosso?
Ah, Alex è bravissimo.. il problema con lui è che vive in Italia, mentre io vivo in California.. Registrare, incontrarsi, provare era un grossissimo problema, tra voli intercontinentali e tutto il resto..
Come se non bastasse, c’è stato anche l’11 Settembre.. ed ora è molto più difficile ottenere i visti e i permessi di soggiorno.. cinque anni fa non sarebbe stato un problema, volevi stare lì un anno, ok, tutto a posto.. ora invece è molto diverso.. pensa che dopo il tour stava tornando a casa in Italia perché il suo visto era scaduto, ed era scaduto giusto il giorno prima.. apriti cielo!! Gli hanno fatto un sacco di storie, e perché non sei tornato a casa ieri, cosa ci fai in America per così tanto tempo, e un sacco di altre domande..
E’ un vero peccato, ma decisamente era una collaborazione troppo difficoltosa.

Cambiando radicalmente discorso.. abbiamo parlato delle figure principali di una rock band, e qui vorrei toccare un problema, se così lo vogliamo definire, a cui penso spesso.
Negli ultimi 10 anni ho notato una preoccupante mancanza di nuove “figure guida” o “icone”, come lo sono state I vari Ozzy, Richie Blackmore, Alice Cooper.. voglio dire, dove sono I nuovi Angus Young, Ronnie James Dio.. ? Gli ultimi “personaggi” li abbiamo avuti nei primi anni ’90.. poi il buio..

Purtroppo è vero. Come diciamo in America, non ci sono più rock star.
Ora abbiamo gli Slipknot, I Puddle of Mudd.. magari sono anche bravi, ma non sono rock star. Non ci sono I nuovi Robert Plant, Steven Tyler..
Forse è perchè, quando noi siamo diventati famosi, tutto si basava ancora sulle riviste, e sui tour.. ora, se non sei su MTV, non sei niente.
Triste ma vero. Puoi essere una grande band, con un gran cantante, un chitarrista virtuoso, fare un disco bellissimo, essere una eccezionale live band, ma se non sei su MTV, non avrai un grande successo.
Allo stesso modo, puoi essere una band pessima o appena decente, e se hai un buon manager, tanti soldi e gli appoggi giusti, diventerai famoso. Come dico io, “They can turn shit into ice-cream”. (risate)

Purtroppo, questa è la mentalità americana. A volte mi capita di vedere gruppi con il video che passa 7 o 8 volte al giorno in TV.. e mi dico “Ma dai! Ma cos’è ‘sta roba?”.. eppure diventano dei tormentoni, e poi finiscono nella top 10. It’s the american way.
Secondo me si potrebbe anche fare uno spot che dice (con voce impostata ndr) “Questo è latte. Si, ma è il NUOVO latte! E’ acido! Lo lasci due giorni al sole, finchè marcisce, e poi lo bevi. Ha più vitamine, ed è più buono. E’ molto meglio del latte normale. Dovresti berlo!”.
E’ un esempio assurdo, ma secondo me se mandassero in onda uno spot del genere 40 volte al giorno, ogni tot minuti, ci sarebbe sicuramente qualcuno che lo comprerebbe.
(con voce rauca ndr) “Oh fuck, questo mi piace! Ha un gusto schifoso ma dicono che mi fa bene, e che è figo berlo. Quindi me lo bevo!”.
In America accade veramente così. Non credo che in Europa la gente sia così facilmente influenzabile, perlomeno non tutta. Da noi invece, purtroppo, è la televisione a dettare legge, a dire cosa che ti deve piacere e cosa no.. (deja vu.. anche Rob e Mark dei Death Angel mi avevano detto la stessa cosa.. ndr)

Fra l’altro girando l’Europa, ed anche per i giorni in cui sono stato in Italia, ho notato che la gente parla ancora molto, ci si confronta, si va in un locale, si prende un bicchiere di vino e si discute di politica, di musica, di libri.. in America questo è molto più raro, credimi.
La maggioranza preferisce.. stare in casa a guardare la tv..
Personalmente, non voglio che i miei figli crescano così. Ho tolto la televisione dalle loro camere da letto. Non voglio che se ne stiano tutto il giorno chiusi in camera a chattare su internet con la tv accesa in sottofondo.. fai i tuoi compiti, leggi, oppure esci e fatti un giro in bici, fai un po’ di moto..

Già. Saranno discorsi retorici, ma quando io ero piccolo giocavo in giardino, stavo con mio nonno che mi insegnava un sacco di cose..
..Esattamente. Ora magari dici al bambino “Dai, vai un po’ dal nonno, così parlate un po’”.. e lui “Uh, see, fra un minuto, prima devo arrivare al livello sette!” (risate)

Cambiamo ancora discorso e parliamo di dischi.. prima di venire qui sono passato in un negozio, ma sono uscito senza comprare nulla perché tutti i dischi nuovi costavano sopra i 20 Euro..
20 Euro! Caspita.. lo sai quanto costa un cd in fabbrica? 50 centesimi.
Neanche un euro. Dico io, lo dovrebbero vendere a.. toh, 6 dollari. 6 euro. Al limite 10, mi sta bene, è un prezzo accettabile. Ma 20..
Il fatto è che le industrie discografiche dicono “Ok, la gente scarica la musica da internet, e qui, e là, non vendiamo abbastanza, e quindi? Alziamo i prezzi”. E’ un ragionamento imbecille!
Se i cd costassero meno, uno direbbe “Hmm, posso scaricarmelo gratis.. però a 9/10 euro posso avere il cd originale con l’artwork, i testi, le note, magari qualche bonus.. vale la pena!”.
Ma a 20 Euro.. quanta gente è disposta a comprarli?

Fra l’altro è una mia impressione, o negli ultimi anni le uscite discografiche sono aumentate esponenzialmente di numero?
E’ vero. Giusto qualche tempo fa stavo sfogliando l’ultimo numero di Rolling Stone ed ho trovato un articolo che riportava delle statistiche secondo le quali, in media, ogni etichetta discografica firma in media 25 nuove band all’anno.

Insomma, diciamo che la tendenza è puntare sulla quantità, firmiamo più band possibile e magari qualcuna fa il botto..
Già. Su 30 nuove band, ce ne sarà una ad avere un qualche successo immediato. E alle altre, tanti saluti.
Quando noi abbiamo iniziato, le cose erano un po’ diverse.
Abbiamo registrato “Breaking the Chains”, non eravamo nessuno, ed abbiamo venduto moderatamente. L’etichetta ci ha detto “Va bene. Vi diamo un’altra possibilità”.
Ecco quindi “Tooth and Nail”, che fu disco d’oro. E i discografici: “Hmm sì, benino. Ma proviamo di nuovo”.
Venne “Under Lock and Key”, e fu doppio platino!
Ora, invece.. se non hai una hit in tre/quattro settimane, sei fottuto.
Ed ecco che allora tutti cercano freneticamente di imitare quello che va più di moda al momento: prima andavano i Linkin Park, e tempo due mesi sono spuntate dozzine di band per i locali di Los Angeles che suonavano esattamente come i Linkin Park.. poi è stato il turno dei Puddle of Mudd, e via altre decine di band fotocopia.. se ci pensi, è abbastanza stupido.
Mi ritengo fortunato di avere il mio sound, e di non copiare nessuno.

A proposito di sound.. io sono fermamente convinto che l’hard rock, l’AOR ed il class metal abbiano tuttora un enorme potenziale in termini di popolarità: voglio dire, è “rockeggiante” ma allo stesso tempo ha molta melodia, e può piacere ad un’ampia gamma di persone.. il problema è che ora si dice che “Non va più di moda” e le case discografiche se ne fregano di promuovere i gruppi, i quali rimangono materia per gli appassionati..
Beh.. se guardi, le due più grandi band americane di rock/hard rock melodico sono gli Aerosmith e i Bon Jovi, e questi due riempiono sempre gli stadi, quindi è evidente che alla gente piacciono.
Il problema, come hai detto tu, è che le compagnie discografiche sostengono che quel tipo di musica sia finito, ed abbia fatto il suo tempo. Ora se accendi la tv, è tutto rap e hip-hop.
Io stesso lo trovo poco sensato..

Parlando di cose “fuori moda”, che è successo agli assoli di chitarra nel rock mainstream?
Oh, man! (con aria disperata ndr) Non lo so proprio! Sono spariti, come se ad un certo punto nessuno fosse più in grado di suonarli. Chissà, forse è proprio quello il motivo. Tante band sanno appena suonare due accordi di ritmica, ed i chitarristi non fanno la fatica di stare ore e ore tutti i giorni a fare esercizio in modo da diventare anche dei bravi solisti. Prendi che so, i Linkin Park.. qualche accordo, con un suono potente, ed ecco fatto..
Dicono che non sono di moda, ma secondo me la verità è che non li sanno suonare!

E a proposito di produzione.. “Hell to Pay” è stato registrato in analogico o in digitale?
Il nuovo disco è stato registrato tutto in analogico, per ottenere un suono più caldo e “vero”.

Grande!
Purtroppo stiamo per finire il tempo, quindi ultima domanda obbligatoria: suonerete in Italia nel prossimo periodo?

Sì. A ottobre. Il tour in America è finito, Settembre è troppo presto per la promozione, ottobre è perfetto: faremo Italia, Spagna ed Inghilterra, credo.

Wow! Fantastico. So che molta gente è ansiosa di potere finalmente vedere la band dal vivo.
Beh, dobbiamo concludere: ti ringrazio della chiacchierata, è stato un piacere.. e congratulazioni ancora per il nuovo disco.

Grazie mille a te! Ci vediamo alla prossima!

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