Secondo capitolo per i Derdian che dopo il fortunato album di debutto tornano con questo nuovo “New era pt2 – War of the gods”. Come da previsione i nostri non cambiano di una sola virgola il sound che ci era stato presentato con l’album precedente andando a trovarsi a metà strada tra le sonorità così care a Rhapsody Of Fire e Fairyland. Solito concept album dunque, con temi fantasy, lotte incredibili tra bene e male e chi più ne ha più ne metta grazie a brani decisamente ispirati che alternano momenti sparati a parti più cadenzate e medievali di buona fattura ma che purtroppo si rifanno un po’ troppo da vicino alle band appena sopra citate.

Inutile dunque parlare di innovazione o di sperimentazione, “War of the gods” è un album standard che saprà affascinare gli amanti del medioevo e delle composizioni barocche e rinascimentali. Ovviamente la band lombarda non riesce a superare i maestri del genere tuttavia sforna un discreto dischetto godibile nella sua totalità anche se forse troppo prolisso ed eccessivamente cervellotico in alcuni passaggi che forse sarebbero risultati più freschi e incisivi se la band avesse cercato di snellire il proprio songwriting. Dopo il solito e pomposo intro esplodono le iniziali “New era” e “Betreyer” due ottimi brani che fanno della melodia e della potenza due armi detonanti che rendono particolarmente piacevoli queste canzoni. Più ragionata e ispirata è invece “I don’t wanna die” col suo ritmo cadenzato e dal riff debitore di una certa “Mrs. God” degli Helloween mentre con “Golstar’s rage” si torna di nuovo al solito power/epic iper veloce con un’ottima alternanza tra cantato solista di Joe e parti corali e orchestrali che riescono a risollevare le sorti di un brano che altrimenti risulterebbe parecchio scontato. L’ascolto dell’album prosegue in maniera piuttosto piacevole, senza destare alcun tipo di noia o di particolare interesse e i restanti brani, tra cui spicca “Back to the crystal”, a mio avviso il miglior pezzo di tutto l’album, si sviluppano seguendo le linee guida del genere e dei brani appena trascorsi senza evidenti colpi di scena.

“War of the gods” è un prodotto piuttosto interessante, forse la registrazione poteva essere nettamente migliore e maggiormente potente ma si sa, non si può avere tutto dalla vita. Quest’ album non lascerà sicuramente il segno nella storia della musica ma come tanti dischi potrà farvi passare qualche momento di svago. Nulla di più.

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