Cari amici lettori sono quasi certo abbiate pensato “finalmente è uscito un nuovo album dei Cornerstone”. Beh confesso che io l’ho pensato quando ho ricevuto il pacchetto con il cd con impresso sopra il monicker Cornerstone. Pregustandomi quindi una manciata di ottime canzoni, scarto il cd e mi ritrovo l’album di un gruppo austriaco composto da due uomini e due donne, una delle quali è la cantante. Superato il disorientamento leggo le info di presentazione del gruppo, mi salta però all’occhio il logo del gruppo, la scritta Cornerstone con la R indicante il marchio registrato. Al che mi rimane da capire se questi austriaci siano corsi ai ripari registrando il marchio nonostante ci sia un gruppo omonimo da parecchio più tempo. Mah!
Lasciamo perdere queste questioni puramente legali e passiamo alla musica. Niente di più diverso dall’altro gruppo.

Il gruppo è attivo dal 1998 ma solo ora è riuscito a pubblicare il debutto discografico Head Over Heels, questo il titolo del lavoro, che comprende undici canzoni AOR, dalle forti contaminazioni di REM, Alanis Morisette e similia bella.
L’album scivola rapido nel lettore e i quasi sessanta minuti circa di durata sembrano appena pochi minuti. I Cornerstone sanno il fatto loro e brani come l’apripista Something To Say, la dolcissima Regret rivelano l’alto potenziale rasdiofonico e commerciale. Se poi tutto l’album fosse del livello di Ready To Go (debitore agli Street Talk), un titolo quasi profetico, ci troveremmo di fronte a un piccolo capolavoro di rock melodico, ma così non è a causa di brani decisamente sottotono come Leave, decisamente banalotto e poco ispirato nonchè noioso. Ad ogni modo ai già citati ottimi brani possiamo aggiungere la pianistica e tristissima Crisis, veramente d’effetto.
In conclusione che dire di questo primo lavoro? Molto buono. Il gruppo ha sicuramente il potenziale per poter crescere selezionando meglio i brani, eliminando quelli di minore valore. Per ora promossi.

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