It Bites, Arena, Porcupine Tree e Marillion, queste sono alcune delle più importanti band del panorama progressivo mondiale e potete immaginare a cosa potrebbe succedere prendendo un membro per ognuno di questi sopraccitati gruppi e mettendoli insieme in studio?
Bè semplicemente nascerebbe qualcosa che già in questi primi mesi del 2005 ha fatto parlare di sè nel mondo del prog: i Kino (“cinema” in tedesco a chi interessasse).

I Kino sono quindi una all-stars band composta da: John Mitchell (chitarrista degli Arena), Pete Trewavas (bassista dei mostri sacri Marillion), John Beck (tastierista degli It Bites) e Chris Maitland (ex-batterista dei fantastici Porcupine Tree); i quattro, uniti in forze, si sono messi a comporre e suonare la musica che a loro piace di più, prendendo spunti ed idee dalle proprie band principali: il Prog (ma dai!?)

Infatti durante tutti i (quasi) 55 minuti di “Picture” si nota perfettamente lo spirito “Marillion-iano” con melodie e ritornelli più che altro basati sulle tastiere senza però perdere un minimo di aggressività come denota la splendida “Losers Day Paradise”, dove il riff principale sul quale si snoda e si evolve la canzone è marcatamente di ispirazione made in Porcupine Tree, a ricordare quasi i suoni (per quanto riguarda la chitarra) usati su “In Absentia” (compratelo perché è qualcosa di meraviglioso!).

Non crediate però che la musica dei Kino si limiti a quanto ho appena detto, a testimoniare la policroma varietà delle composizioni proposte in “Picture”, è la seconda (eccezionale) traccia “Letting Go”, durante la quale l’energia della chitarra elettrica passa in secondo piano per lasciare spazio a all’alternanza di fenomenali giri di tastiera ed alle dolcissime melodie della calda voce di un John Mitchell in grande spolvero; autore di una performance davvero ad altissimo livello tecnico ed espressivo.

Era scontato pensare che la musica proposta dai quattro non potesse che essere altamente pregevole e coinvolgente; si sente quando la musica è studiata come strumento a scopo commerciale e quando invece la musica è composta, arrangiata, scritta con l’anima ed il cuore da veri artisti che dedicano la loro intera esistenza a fare proprio ciò che la loro anima ed il loro cuore sussurrano di fare: la VERA musica.

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