La curiosità verso questo singolo degli svedesi era davvero tanta, soprattutto per testare gli sviluppi della loro musica dopo gli stravolgenti cambi di line up avvenuti di recente, lasciando solo Jon Nödtveidt come veterano. Al suo fianco si sono infatti aggiunti: alle chitarre Set Teitan degli Aborym (che ha destato un po’ di perplessità visto la diversa proposta di questo gruppo rispetto a quella degli scandinavi), alla batteria Tomas Asklund dei Dawn e al basso il meno noto Brice Leclercq.
Line up a parte, questo singolo aveva l’importante compito di presentare i nuovi Dissection al meglio prima dell’uscita del nuovo album, che sembra uscirà dopo l’estate. Già dal titolo e dalla copertina del singolo si può intuire parte della svolta compiuta: Maha Kali, la dea nera dei libri Veda, la dea della morte e della dissoluzione del Cosmo, il cui regno porterà alla Caduta degli Dei, una specie di Ragnarok indù. Il passo compiuto musicalmente e intimamente dai Dissection quindi si poteva presentire già nella dedica di quest’opera alla dea indiana, un avvicinamento alle sfere orientali, un allontanamento dalla dimensione fredda e ghiacciata delle terre scandinave. Questo distacco è confermato dall’ascolto del nuovo brano “Maha Kali”, ormai anni luce di distanza dall’atmosfera nordica e antica che pervadeva “The Somberlain”, per non parlare di quella mistica di “Storm Of The Light’s Bane”. Chi sperava di trovare qua una parte seconda di quel capolavoro resterà profondamente deluso perchè i Dissection ora hanno intinto la loro musica di nuove influenze e sembrano addirittura essersi allontanati dalle sicure sponde black metal del passato. Questo brano infatti stupisce per il suo carattere solare e diretto, tanto da far dimenticare i Dissection evocativi di sentimenti ancestrali e oscuri.
Anche sul piano tecnico la linea scelta dal gruppo si è orientata verso uno stile death metal, presentando passaggi più cadenzati e meno caotici, ma che non sembra abbiano giovato al gruppo. A partire dal nuovo “Maha Kali” alla riproposta di “Unhallowed” (da “Storm Of The Light’s Bane”), il secondo brano presente in questo singolo e in parte rovinato dalla nuova produzione, il gruppo appare infatti più fiacco di un tempo, e nella nuova traccia sembra anche aver perso l’ispirazione di una volta dimostrandosi piuttosto piatto e scialbo. Se si pensa al rapporto musica-tematiche appare ancora più contraddittorio ascoltare i Dissection in questa veste così limpida e pacata che poco risponde all’immagine di una Dea portatrice di distruzione e simbolo di oscuramento, probabilmente meglio dipinta da note magmatiche e ferali.

In conclusione, una prova che non mostra niente di buono, né sul piano della produzione che sembra appiattire tutti gli strumenti, né sul piano creativo che evidenzia semmai povertà di ispirazione. Questo singolo va comunque considerato nella scala di importanza che ha: un brano è troppo poco per giudicare i futuri Dissection. Aspettiamo nella speranza che le acque procedano diversamente da questo “Maha Kali”.

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