Prima di cominciare la recensione vera e propria di questo nuovo album dei Queensrÿche, un paio di considerazioni personali:

  1. i Queensrÿche sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto
  2. non avevo alcun tipo di aspettativa da questo album

Onestamente non mi aspettavo nulla da questo nuovo disco e speravo che questa mia sorta di indifferenza potesse in qualche modo farmi ricredere e farmi trovare di fronte a un lavoro interessante…insomma una specie di scaramanzia!
Questo “Dedicated To Chaos” purtroppo è un flop clamoroso! Non ci sono mezzi termini per definirlo. Sebbene “American Soldier” (il precedente album della band) non avesse fatto gridare al miracolo, qualcosa di buono in quel disco c’è stato… La speranza di fare meglio era quasi concreta, scontata… Purtroppo i ‘ryche confezionano quello che è, a mio avviso, il peggior album della loro carriera.
Il sound di “Dedicated To Chaos”, che vede il ritorno di Kelly Grey nelle vesti di produttore, è quello di un rock minimale lontano anni luce dal suono magniloquente e imprevedibile dei nostri. L’accostamento più facile da fare sarebbe quello con “Hear In The Now Frontier”, che, pur non essendo certo uno dei migliori dischi della band di Seattle, se paragonato a questo “Dedicated To Chaos” si innalza quasi allo status di lavoro eccelso!
“Dedicated To Chaos” ci porta musicalmente in territori pop-rock battuti e strabattuti, degni dei peggiori act americani. Non uno dei 12 brani si distingue per inventiva, per qualità o freschezza. L’aggettivo più positivo che posso trovare a qualche brano del disco, come l’opener Get Started, è “carino”, e man mano che i minuti passano il tutto si trasforma in “imbarazzante”… La band si limita a svolgere il compitino, Geoff Tate sembra un cantante qualsiasi, e il resto del gruppo non brilla certo per incisività. Anche le liriche, che nel precedente “American Soldier” erano comunque di spessore, studiate, ora sono di una banalità sconcertante… Quando con la conclusiva Big Noize (pezzo dal sapore vagamente introspettivo) si giunge alla fine, si avverte quasi un senso di liberazione e, al contempo, di incredulità, di trovarsi di fronte ad un album dei Queensrÿche.
Come detto in apertura, non pensavo di certo a un nuovo “Rage For Order” o a un nuovo “Empire”, ma “Dedicated To Chaos” ha superato (in negativo) tutte le mie aspettative! Troppa gente fuori dalla band che partecipa al “banchetto”, e la mancanza di un chitarrista, membro di ruolo realmente motivato, si fa sentire.
Questi purtroppo sono i Queensrÿche odierni, un band senza idee, senza identità… Un vero peccato per uno dei gruppi più importanti del metallo più raffinato e colto.
Vale la pena aspettare il prossimo disco?

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