Da qualche anno oramai (dai tempi di Blackwater Park) ogni uscita discografica degli Opeth ha uno strano impatto su pubblico e critica… amati oppure odiati e non posso neanche negare che, a me per primo, i loro ultimi lavori abbiano fatto un effetto strano. Al primo ascolto riescono a deludermi, al secondo a incuriosirmi e al terzo a farmi ricredere… accadde così per “Damnation” e accade nuovamente oggi con questo nuovo “Ghost Reveries”. Una cosa è certa, questo nuovo capitolo discografico vuole rappresentare quasi un ritorno alle origini (ma è bel lontano dal deludente “Deliverance”, con quella sua pesantezza ingiustificata) e allo stesso tempo un passo avanti. L’album è complesso come non mai in ogni sua parte: nel cantato (oramai stupendo), nella sezione ritmica, negli stacchi acustici e nella stessa struttura dei brani. Non siamo davanti nè al capolavoro degli Opeth nè al capolavoro del 2005, non ci troviamo fra le mani qualcosa di sconvolgente e innovativo… “Ghost Reveries” è semplicemente un buon disco di un grandissimo gruppo.
Colpiti prima da un assalto frontale (“Ghost Of Perdition”) in pieno opeth-style e poi affascinati da quel sound sì estremo ma dal fascino retrò (“The Baying Of The Hounds”) che tanto caratterizzava il bellissimo “Blackwater Park” per poi essere nuovamente messi a tappeto dalle melodie acerbe, quasi orientaleggianti, squarciate dal growling potentissimo di Mike e da un break acustico di gran classe (“Beneath The Mire”). No, il disco non è affatto finito e altri brani come “The Grand Conjuration” e “Atonement” sarebbero due ulteriori motivi per acquistare questo bel disco… Le pecche? Beh trovo “Isolation Years” e “Hours Of Wealth” davvero noiose… ma escluso ciò resta un prodotto validissimo curato in ogni sua piccola parte, produzione e artwork compresi.
Nient’altro da dire se non che “Ghost Reveries” è senz’altro un gradito ritorno dei nostri alle vecchie sonorità e ora spero solo che non sia una mossa commerciale per ri-accaparrarsi tutti i fan precedentemente persi con le precedenti uscite discografiche. Consigliato ad ogni opeth-fan!

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