Oggi con noi su Heavy-metal.it abbiamo Isaac Delahaye chitarrista del gruppo symphonic metal olandese “Epica” che si è reso disponibile per rispondere ad alcune nostre domande.

Ciao Isaac! Benvenuto su Heavy-Metal.it.

Ciao a Heavy-Metal.it. e a tutti i fans italiani degli “Epica”.

Cominciamo subito parlando del prossimo tour europeo della band che inizierà il 10 marzo con due date italiane nel mese di aprile. Puoi dirci qualche cosa a riguardo!?

Si certo, il tour come hai detto te inizierà il 10 marzo con la prima data fissata ad “Escape” in Olanda per poi proseguire comprendendo nei mesi successivi diversi stati europei come Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo e anche l’Italia. 35 live in totale che costituiranno il nostro Tour europeo 2012 e che vedranno la band in Italia sia il 16 aprile all’Orion di Roma che il 17 aprile all’Alcatraz di Milano.

Ti piace suonare in Italia?

Oh si, mi piace moltissimo l’Italia, quando è possibile cerchiamo sempre di venire qui sia per lavoro che per svago e ci impegniamo nell’inserire sempre nei nostri tour almeno un live qui. E’ un paese dove si mangia benissimo e ha moltissimi musei e opere d’arte, inoltre nonostante i fans degli “Epica” non siano numerosissimi come in molti altri stati europei, sono comunque affiatati e si fanno sentire.

La maggior parte dei vostri live sono concentrati al centro-nord: Milano, Roma e un live a Dolce Acqua (IM). Mai pensato di andare al sud?

Si certo, a me piacerebbe moltissimo andare a suonare in Sicilia ma queste decisioni non sono prese solo dalla band.

L’anno scorso gli Epica hanno suonato al Gods of Metal. Ritieni che sia un buon festival musicale? E’ paragonabile ad altri importanti festival metal europei?

E’ un festival molto divertente con tanta gente, io mi sono divertito a suonarci e anche la band ha avuto un grande successo. Il Gods of metal riesce a competere con i maggiori festival europei sia per le band che ogni anno partecipano all’evento sia per l’organizzazione del festival in generale. Personalmente lo reputo un ottimo evento musicale e mi piacerebbe parteciparvi ancora, quest’anno sicuramente non ci saremo ma ci sono buone possibilità per il prossimo anno.

Entriamo subito nel cuore dell’intervista,ci puoi parlare del nuovo album “Requiem for the Indifferent”, che uscirà il 9 marzo?

E’ il mio secondo album con gli “Epica” dopo “Design Your Universe”, “Requiem for the Indifferent” è un album molto dinamico che ha richiesto molto lavoro da parte di tutta la band, nonostante ciò siamo molto contenti del nostro lavoro e speriamo piaccia ai nostri fans. Come dicevo è un album molto dinamico perché alterna brani con ballad lente e molto elaborate di grande sonorità ad un sound molto duro che rimanda al metal estremo. Ci sono diverse influenze che contraddistinguono questo album, partendo dal nostro symphonic con elementi death abbiamo voluto inserire anche Power e Thash cercando di espandere al massimo i nostri orizzonti, infatti non sarà ne più pesante ne più symphonic rispetto a “ Design Your Universe” ma sia per sound che per i testi differirà completamente.

Qual è il tema principale di “Requiem for the Indifferent”? A che cosa vi siete ispirati?

Già dal titolo si dovrebbe intuire le tematiche principali che ci hanno ispirato per la realizzazione delle lyrics  dei 13 brani che compongono il nostro album, prettamente ci rivolgiamo a tutta quella gente che rimane in silenzio, in disparte e vive con totale indifferenza a quello che gli accade intorno: crisi economica, guerre, inondazioni e fame del mondo. Grande ispirazione ci ha dato anche i recenti avvenimenti del nord Africa le varie fasi di rivolta della Libia, dell’Egitto e della Siria, hanno sicuramente influenzato la stesura dei testi facendoci particolare riflettere sulla politica di aggressione e di armamento che molte dittature hanno avuto. Molte volte si utilizza la religione come pretesto per mettere in conflitto le popolazioni. In generale possiamo dire che sarà un album improntato sui problemi della nostra società, sul come molte persone stiamo immobili d’innanzi a questi avvenimenti credendo di non doversene interessare solo perché non sono capitate a loro.

È un concept album o ogni canzone affronta un problema diverso?

Non è un concept album ogni canzone è stata concepita con lo scopo di sensibilizzare la gente su singole problematiche ma le prime due canzoni del full-length possono essere considerate connesse in quanto “Karma” sarebbe l’intro a “Monopoly of Truth”.  “Monopoly of Truth” parla del potere che il dittatori hanno nel decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, insomma chi possiede il monopolio sulla verità può costringere milioni di persone a sottostare a leggi assurde o anche di stampo schiavista. In generale l’album è interamente connesso per i problemi che affronta ma non per le storie e le vicende che racconta.

Avete intenzione di registrare un album dal vivo?

Sicuramente sarebbe bello registrare un live album, avere la possibilità di suonare e registrare le canzoni davanti ad un pubblico e poi rendere partecipi tutti i fans degli “Epica” a livello planetario di quell’evento, sarebbe una cosa magnifica. Però su questo argomento non ti so dire niente di preciso, molto probabilmente ci sarà un DVD live più che un live album, sarebbe bello avere sul palco una orchestra e un coro proprio come hanno fatto i Metallica, i Manowar e molte altre band di alto livello. Si saprà in seguito.

Come e quando hai iniziato a suonare la chitarra? Quando hai deciso di diventare un chitarrista professionista?

Diciamo che non c’è stato un momento preciso, non mi sono alzato una mattina e mi sono detto “da grande voglio essere un chitarrista professionista” (ride), la passione per la musica e per lo strumento che hai scelto di suonare cresce pian piano con te fino a diventare parte della tua vita. Io sin dalle scuole superiori suonavo la chitarra e mi piaceva suonare qualsiasi genere ovunque mi trovassi. La pratica, l’impegno e la voglia d migliorarsi hanno fatto il resto non sono partito con i miei studi musicali con lo scopi di diventare subito un grande chitarrista professionista ma l’ho fatto con l’unico scopo che mi piaceva la musica. Mi sono considerato veramente un chitarrista di professione solamente una volta entrato negli Epica nel 2008. Diciamo che per trasformare un semplice hobby per quanto gratificante possa essere,in un lavoro non è per niente semplice.

Quante ore di pratica al giorno mediamente fai con la chitarra?

Dipende ovviamente dalle giornate per esempio oggi non ho toccato una chitarra e mi sono goduto il tipico clima di Milano ( fuori nevica), comunque mediamente ogni giorno mi esercito dalle 6 alle 8 ore contando che molte volte mi diverto ad imparare nuovi arpeggi con l’acustica anche se la maggior parte del tempo è preso dalle prove con la band quindi pratica in solitaria è molto difficile, sicuramente è molto utile per arricchire le proprie conoscenze in materia e avere sempre nuove fonti di ispirazioni.

Ti piace suonare anche canzoni blues e di altri generi?

Si mi piace molto il Blues e anche la musica country non mi dispiace.

Isaac com’è la scena musicale nel tuo paese di origine, il Belgio? Dà molte opportunità alle band emergenti?

In Belgio non è per niente facile per le band emergenti ritagliarsi un nome e farsi conoscere, la causa non è dovuta solo al genere che suonano perché la maggior parte delle band nonostante abbiano grandi capacità se non vengono adocchiate da qualche casa discografica estera difficilmente riescono a trasformare la loro passione in lavoro. In poche parole se non hanno un qualche potenziale di vendita discografica difficilmente hanno la possibilità di compiere il salto anche se sei veramente bravo.

Quali band italiane conosci?

Non moltissime ma ascolto volentieri i Lacuna Coil e Rhapsody of fire .

Solo i Lacuna e i Rhapsody?

Ehh! Laura Pausini (ride)

Cambiamo domanda! Durante la tua carriera hai anche suonato con i “God Dethroned”, con quale band ti sei trovato/ti stai trovando meglio? God o Epica?

Bella domanda, allora con i “God Dethroned” ho viaggiato per il mondo, ho fatto tante nuove conoscenze, mi sono divertito e ho imparato molto riguardo al mondo musicale ma gli “Epica” sono il mio presente, inoltre gli “Epica” sono una band molto più grande con molti più fans rispetto ai “God”, questo comporta maggiore impegno in quello che fai ma sicuramente le soddisfazioni quando realizzi un ottimo lavoro sono maggiori. Gli “Epica” sono più professionali,hanno maggiori budjet e maggiori sponsor. Quindi posso dire tranquillamente che gli “Epica” sono la band nella quale mi trovo meglio tra tutte quelle in cui sono stato durante la mia carriera da chitarrista.

Chi è Isaac quando non è il chitarrista degli Epica? Cosa ti piace fare quando non suoni con la band?

Il poco tempo libero che ho all’infuori del mio lavoro lo dedico alla famiglia e agli amici.

C’è un sogno che speri di realizzare con Epica? Un progetto ambizioso o un particolare evento?

Il DVD live ma non dico niente altro.   (sorride)

La band fondata da Mark Jansen “Mayen” è un progetto parallelo agli Epica di cui tu sei il chitarrista, rientra mica tra i tuoi progetti per il futuro?

I “Mayen” sono nati un po’ per caso quando la band non era al completo o non si poteva lavorare per diverse ragioni tutti insieme, ci concentravamo su questo progetto parallelo agli “ Epica” un po’ come divertimento e per approfondire le conoscenze di tutti i componenti. Con il passare del tempo abbia messo su una line-up stabile e nonostante il grande mole di lavoro che abbiamo avuto nel 2011 siamo anche riusciti a far uscire il primo album degli “Mayen” intitolato “Quaterpast” con 11 tracce.

Grazie mille per il tuo tempo Isaac, io ho esaurito le domande. Vuoi aggiungere qualche cosa per i fan italiani prima di terminare l’intervista?

Spero che “Requiem for the Indifferent” vi piaccia e gli “ Epica”vi aspettano il 16 aprile all’Orion di Roma e il 17 aprile all’Alcatraz di Milano.

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