E’ probabilmente il math core il filone più adatto in cui inserire i Valerian Swing, band italiana che debutta con questo “Draining Planning For Ears Reflectors”. Le tracce contenute nell’album sono infatti un insieme di stramberie cervellotiche che contengono intenzioni prog, psichedelia, mimimalismo, divagazioni simil jazzistiche, parti atmosferiche quasi post rock e sfuriate, il tutto con diversi richiami all’emocore. Il risultato è interessante, ma la band non riesce ancora a gestire sempre bene la materia musicale, con il risultato di apparire un po’ troppo pretenziosa. Perfino i titoli, lunghi e “stralunati” sanno un po’ troppo di artificioso, e lo stesso si può dire per l’artwork (più fastidioso che curioso, con tutte quelle immagini di parti di corpo e peli). Peccato, perchè quando i Valerian Swing riescono a contenere la loro esuberanza e a non cadere in certe ingenuità costruiscono dei pezzi molto validi (ma anche così ho ascoltato il disco con piacere).

Globalmente “Draining Planning For Ears Reflectors” è comunque un disco molto interessante (se i voti fossero in decimi sarebbe un 7 abbondante) e se i Valerian Swing riusciranno a maturare bene potrebbero diventare un band davvero interessante.

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