Sempre dinamica ed eclettica la proposta musicale della Dirty & Weird, casa discografica svizzera che certo non ha remore nel presentare lavori all’avanguardia e dalla fortissima personalità.
Questo primo lavoro dei The Sunwashed Avenues è un disco difficile da ascoltare e ancora di più da analizzare e valutare.
I quattro ragazzi svizzeri, dopo un primo Ep nel 2009, tornano con una proposta che strizza l’occhio al metalcore come al doom, andando a evolversi in ambiti melodrammatici e toccando anfratti dal sapore quasi teatrale, con voce straniante e lontana ad accompagnarci in un profondo viaggio verso l’ignoto.
A tratti il lavoro diviene troppo profondo per poter essere appieno compreso e assimilato, tanto che l’album alla lunga pare stufare e non certo perchè la musica in esso contenuta non sia valida o tecnicamente ineccepibile, ma semplicemente perchè è troppo difficile seguire il filo logico della sonorità che contrassegna le tracce, che partono da “onde” alla Faith No More per evolvere in musicalità profonde e personali, gravi a tratti, decisamente più aperte ed heavy in altri.
Il mix però crolla quà e là, in quanto i vari generi miscelati non sempre lo sono in maniera uniforme e bilanciata, creando musiche sovrapposte difficilmente districabili.
Personalità certamente non manca ai quattro membri della band, ma non sempre unire più sonorità insieme produce l’effetto di creare un sound appetibile e ricco.
Nulla da dire sulla prospettiva teatrale e sulla drammaticità delle song, arricchite dalla vocalità del singer, ma nel complesso il lavoro è una buona sperimentazione. Ma nulla più.

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