Diversi anni fa ho passato un periodo in cui ascoltavo tantissimo power, tuttavia dei dischi che ho consumato all’epoca non sono molti quelli che ancora oggi mi viene voglia di inserire nel lettore. “Ecliptica” dei Sonata Arctica è uno di quei pochi ed ancora adesso quando lo riascolto lo trovo davvero notevole. La cosa buffa è che quando scoprii questo disco la band era ancora poco conosciuta (mi ricordo che andai a vederli dal vivo quando fecero il tour insieme agli Stratovarius ed ai Rhapsody, io ero lì principalmente per loro, ma non eravamo in molti ad avere sentito “Ecliptica”), poi coi dischi successivi la fama dei Sonata Arctica crebbe a dismisura, tuttavia io trovo che i fasti dell’esordio non siano stati poi più ripetuti… le canzoni contenute in questo piccolo gioiellino sono infatte tutte notevoli, non ci sono filler ed il disco si ascolta tutto d’un fiato dall’inizio alla fine. La musica proposta è un power che deve sì molto agli Stratovarius (e questa è la critica che è sempre stata mossa principalmente al lavoro), tuttavia è dotata di un gusto per le melodie meno “zuccheroso” e della capacità di accattivare senza irritare (infatti un lavoro come “Visions” degli Stratovarius, che nel periodo in cui presi “Ecliptica” ascoltavo tantissimo, ora non riesco più ad inserirlo nel lettore, a differenza del disco di cui vi sto parlando). Come non rimanere del resto colpiti dall’energia che trasmette “Blank File” o dall’allegria che scaturisce da “UnOpened” o “Kingdom For A Heart” (certo, i testi vorebbero essere tutt’altro che allegri, ma la musica è troppo divertente perchè li si possa prendere sul serio)? Per non parlare poi di “Replica” e “Letter To Dana”, le due ballad del disco, diverse tra loro (la prima è più “nostalgica” mentre la seconda è più “depressiva”) ma entrambe riuscite e capaci di emozionare anche a distanza di anni… sarebbe poi un peccato non citare “FullMoon” e “8th Commandment”, dai ritornelli irresistibili, la lunga “Destruction Preventer” che chiude il disco e restano ormai non nominate solo “Picturing The Past” e “My Land”, anch’esse meritevoli di ascolto. Se vi capitasse poi sottomano la versione giapponese sappiate che la bonus track “Mary Lou” (che in Europa era presente come b-side del singolo “UnOpened”) è davvero un piccolo gioiellino (peccato non sia stata inclusa in tutte le versioni dell’album!).

Insomma, se vi piace il power “Ecliptica” è uno di quei lavori che non può mancarvi, ed anche se non vi piace un ascolto potreste darglielo lo stesso, ogni tanto infatti ci vuole un disco allegro e positivo, e se ve ne sto parlando io che solitamente mi dedico a musica di altro tipo qualcosa di speciale questo dischetto lo avrà, no?

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