I polacchi Neuronia giungono al loro terzo album, intitolato “Follow the White Mouse” a un anno di distanza dal suo predecessore semisconosciuto, proponendo un thrash – melodic death metal molto personale che difficilmente riesce a sconvolgere o stupire l’ascoltatore. Ancora alla ricerca di una casa discografica in Europa e’ pubblicato originariamente da una label del posto dal nome Fonografika, questa nuova fatica mostra poca concretezza in idee, musica e suono. I Neuronia quindi vanno dritti in quella categoria dei gruppi da scartare, perche’ nel nome di quel sound che vuole essere essenziale sporco e cattivo, dunque devoto al vecchio trash, ascoltando questo lavoro troviamo un album pietoso sia dal punto di vista delle idee, che delle qualita’ della tecnica espressa senza mai perdersi in quella violenza che spesso questo genere vuole.
Poco convincenti sono di questo album canzoni come “Faster” e “Death Has Come to Town” che, pur essendo notevolmente potenti dal punto di vista sonoro, mancano originalita’ e spirito musicale, tanto che dopo diversi ascolti il sound rischia di diventare quasi noioso.
Il brano sicuramente più completo e meglio strutturato risulta essere “Slipping Into Oblivion” che riesce ad unire senza particolari difetti le sonorità trash con vocalizzi death metal, ottenendo così una canzone che riuscirebbe a far agitare chiunque. Visto che in quasi tutto l’album, i riff di chitarra non siano molto vari, in questo caso riescono a rendere in maniera perfetta allontanando per un attimo dall’ascoltatore alla noia.
Il risultato del lavoro a mio modesto e personale parere, risulta essere scarno di spunti per una band che musicalmente non esporta niente di nuovo, incapaci di offrire idee e atmosfere interessanti. Un piccolo disastro per l’appunto…da dimenticare.

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