Arrivano al debutto discografico gli inglesi Crimes Of Passion, un gruppo che non si può dire che non sia una bestia da palco tanti sono i concerti che riescono a fare girando un po’ tutti i paesi.
Il gruppo è capitanato al microfono da Dale Radcliffe, coadiuvato alla chitarra da Andy Lindsay, al basso da Simon Fearn e alla batteria da Key Tonge. I quattro ragazzi britannici offrono al grande pubblico, sempre più esigente, poco più di tre quarti d’ora di un hard rock sudaticcio e fatto di tanta sana passione per la propria amata musica, e si sente tanto la voglia di farsi notare.
I brani sono registrati quesi fossero in presa diretta senza grosse sofisticazioni elaborate al computer, tanto il suono è sporco e grintoso, quasi a voler rimarcare la loro vena live.

E’ un debutto. E come tale và preso; i riferimenti ai gruppi hard rock più modaioli di questi ultimi anni si fanno sentire prepotentemente, alcuni ritornelli, alcuni riff, alcune melodie sembranio note. Ma và benissimo così, ed è giusto che sia così, si inizia sempre così. Tutte e undici le tracce dimostrano l’alto potenziale del gruppo, la buona padronanza dei propri strumenti e l’efficacia dei riff nonostante manchi una manciata di brani che rendano ottimo il lavoro. Si rimane su buoni livelli, l’album lo si ascolta e si riascolta svariate volte, ma i Crimes Of Passion dovrebbero puntare sul fattore memorizzazione della loro musica nell’ascoltatore, che allo stato attuale potrebbe metterli nel dimenticatoio con facilità, e sarebbe un gran peccato. un inizio molto promettente.

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