A distanza di un paio di anni dalla pubblicazione del debutto ufficiale per la EMI Records, gli spagnoli Burning Kingdome di Manuel Seoane tornato sul mercato discografico con il nuovo Down To The Road per la Santo Grial Records. Se la copertina non è delle migliori in circolazione, anzi è decisamente bruttina, il contenuto di questo secondo album soddisfa appieno tutti coloro che sono cresciuti ascoltando Hard Rock e guitar hero in generale, anche se il termine di paragone, leggasi un altro imitatore, è il buon Yngwie Malmsteen. Già, perchè Manuel Seoane ripesca chiaramente nel virtuoso della sei corde a piene mani, particolarmente nei soli, ma anche in alcuni soluzioni riconducibili ai Yngwie Malmsteen’s Rising Force.
Fortunatamente l’album non è però una mera scopiazzatura, miscelando sapientemente anche altri gruppi Hard Rock di alto valore quali Skid Row, Van Halen e altri del periodo metà anni ottanta. Il risultato è ben riuscito, non ci sono grossi cali qualitativi, qualche sbavatura, qualche suono migliorabile e una produzione non eccelsa, anche se sempre molto buona.
Seoane per la riuscita dell’album si avvale dell’ottimo supporto del grintoso e vario Dagarod alla voce, graffiante e melodico allo stesso tempo, che dimostra in maniera ottimale tutto quello che può fare con la sua potente ugola. Buone le prove degli altri musicisti Noisel al basso, Peibol alla batteria e Filthò alle tastiere.
Da migliorare è probabilemente l’uniformità della proposta. Una canzone è troppo accostabile agli Skid Row, un’altra ai Van Halen, qualcun’altra a Malmsteen, rimanendo slegate le une dalle altre, ache se, ripeto, l’album è ben fatto e suonato. Tutti i brani sono lineari e semplici per essere eseguiti dal vivo, nessuna sofisticazione in studio per un risultato ottimale quindi.
Questo Down To The Road risulta veramente poco orignale, ma algtrettanto godibile, nessuna innovazione rende l’album adatto ai vecchi fan di un primitivo Hard Rock di vecchia scuola.

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