Ci sono artisti che credono fermamente, con assidua convinzione nella propria musica, soprattutto nell’onestà con cui suonano rock. Bruno Kraler, dopo le disavventure discografiche avute per pubblicare “Live” On Fire, auto prodotto e pubblicato finalmente torna sul mercato con War Maniacs, stampato per la 7Hard tedesca, etichetta specializzata in class rock e metal.
A differenza dei precedenti album War Maniacs suona molto più professionale e maturo, dovuto probabilmente a un massiccio lavoro di gruppo non presente in passato, in quanto tutti i brani erano scritti per lo più da Kraler. In questo nuovo gioca un ruolo non marginale soprattutto il bravissimo tastierista Alessandro Del Vecchio, assolutamente fantastico con le sue tastiere, che conferisce al sound dei BrunoRock una melodicità e un sentimento ancor maggiore.
Gli undici brani si susseguono ad una velocità disarmante, tanto è il piacere che ho provato, e provo, nell’ascoltare War Maniacs; è da giorni che lo ascolto a ripetizione e ormai ho imparato che quando un album mi prende così è un album che durerà per svariati anni nel mio stereo, diventando un mio personalissimo classico.

Ritroviamo in questo nuovo lavoro anche un brano contenuto nel precedente album, Julia, unico brano riproposto in nuova veste, mentre novità assolute sono la grintosa Liar, l’atmosferica e dolce Last Ride, la riflessiva In Search Of Faith, la variegata Touch Too Much ma su tutti il brano più rappresentativo, almeno per me, è proprio War Maniacs.
Kraler per questo nuova fatica non ha lasciato nulla al caso, la produzione è assolutamente impeccabile e con un suono moderno riesce comunque a far rivire quel sano rock di chiara matrice ottantiana che mai e poi mai morirà, a differenza di tanto rock dei novanta finito ben presto nel dimenticatoio se non per qualche gruppo morto e sepolto dopo pochi album. I gruppi storici del rock di (ormai, l’età avanza anche per me) venti/trenta anni fa sono ancora quì tra noi con dischi più o meno belli (i fasti di un tempo difficilmente torneranno), ma per chi ama il rock e ce l’ha nel sangue, ama il rock fatto di sudore e passione, può trovare in BrunoRock una validissima alternativa, e non come seconda scelta. Bruno, Rock.

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