Ogni epoca ha le sue mode ed anche la musica non fa eccezione: se negli anni ’80 il metal propriamente inteso andava forte, la decade successiva è stata caratterizzata dal fiorire del grunge, mentre ancora dopo è venuto il fenomeno del nu metal, il quale ha lasciato il posto al metalcore. Nel ripercorrere un trentennio di musica, ci si sofferma su un particolare non proprio marginale: i sopravvissuti a tali fenomeni sono solo ed esclusivamente quelli che hanno saputo dire la loro in maniera estremamente personale, cioè gli innovatori. Di coloro che pedissequamente hanno seguito i passi delle grandi glorie è rimasto ben poco, salvo poi il fenomeno delle reunion più o meno sincere di metà anni 2000. Venendo dunque all’ultima ondata di massa del metal, va detto che di formazioni che uniscono elementi thrash/groove a ritmiche e rallentamenti tipici dell’hardcore ce ne sono a migliaia e non tutte riescono a dire la loro in maniera originale.
Gli Zerozonic sono una band norvegese che, formalmente, non ha nulla fuori posto per tentare di accaparrarsi uno spazio all’interno del metalcore di estrazione più violenta. Oltre a questo è giusto segnalare che i membri del gruppo non sono affatto dei novellini, avendo sul proprio curriculum collaborazioni con nomi importanti del metal norvegese quali Green Carnation, Satyricon e Blood Red Throne. La conseguenza logica è che un album firmato da una band con queste premesse dovrebbe essere quantomeno piacevole all’ascolto, mentre invece tale qualità non viene riscontrata.
Il grosso limite degli Zerozonic è quello di essere una band canonica e che non pensa minimamente di uscire fuori dagli schemi precostruiti dal genere che propone. Certo, l’attitudine irriverente e senza compromessi con buone dosi di autoironia li fa risultare tutto sommato simpatici, ma a conti fatti God Damn, Better, Best si rivela un disco che mette in piazza tanto fumo, ma senza poi che l’arrosto desiderato corrisponda a quello realmente nascosto dietro di esso.
Spiace aver a che fare con gruppi che avrebbero le potenzialità per lavorare veramente bene, ma che decidono di intraprendere vie troppo “facili” senza mettere in campo delle qualità artistiche veramente degne di nota. Nello specifico gli Zerozonic danno forma ad un disco destinato inevitabilmente a durare poco nel vostro stereo per poi essere rispolverato tra qualche anno in serate di ricordo dei bei vecchi tempi con i vostri amici.

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