Dopo sei anni di assenza tornano a farsi vivi gli svedesi Zeelion, gruppo la cui proposta non si discosta di una virgola da quella di molti loro colleghi delle stesse latitudini che pur strizzando in certi frangenti l’occhio al classico hard rock di scuola scandinava finiscono poi a tutta ragione nel pentolone del cosidetto heavy metal melodico e neoclassico di stampo malmsteeniano.

Ne sentivamo la mancanza? Francamente no, anche perchè di dischi più o meno dello stesso spessore di questo “Steel Attack” nel mercato successivo all’esplosione mondiale dello svedesone di “Marching Out” ce ne sono stati anche troppi. Tracciamo quindi una riga e andiamo oltre? Si e no. Una volta individuato il tipo di disco, accantonati gli eventuali pregiudizi che tale classificazione comporta e certificato che gli Zeelion non propongono nulla di sconvolgentemente nuovo, si deve riconoscere che gli svedesi sappiano comunque il fatto loro e come catturare l’attenzione dell’ascoltatore: l’ottima tecnica individuale, le discrete seppure ormai abbastanza inflazionate melodie, i cori di facile presa e memorizzazione e il notevole spazio concesso, come si conviene, al virtuoso e convincente Sudden (il cui solismo quì e là mi ha ricordato anche Akira Tagasaki) sono tutte caratteristiche che ben riescono nell’impresa di non annoiare più del dovuto chi scrive e probabilmente soddisfare maggiormente, e quindi convincere all’acquisto, gli incalliti appassionati di queste proposte musicali.

Un onesto e anche piacevole disco di metal neoclassico quindi, che non mancherà sicuramente di entusiasmare qualcuno ma che tuttavia non possiede quel quid necessario a farlo emergere definitivamente dalla marea di dischi di tal genere. Sicuramente sufficiente ma non memorabile.

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