Tempo di reunion con la formazione (quasi) originale anche per gli storici Y&T (abbreviazione di Yesterday and Today di beatlesiana memoria per chi non lo sapesse), Dave Meniketti ritrova Haze e cosi con l’eccezione del primo chitarrista Joey Alves, il gruppo torna alla storica formazione che ne ha caratterizzato gli esordi nel lontano 1970.
Eh sì, dopo 16 dischi da studio e svariati live e raccolte e’ il momento per gli Y&T di pubblicare questa raccolta molto, molto interessante. Gia’, non si tratta del solito “best of” ma di una serie di canzoni inedite che vanno a coprire il periodo dal 1974 al 2003, praticamente l’intero arco creativo del gruppo di Meniketti. Solitamente questo tipo di operazioni danno alla luce un gruppo di composizione di valore inferiore a quelle pubblicate, per ovvi motivi, beh questo non e’ uno di quei casi, anzi. Il valore di questo “scrigno del tesoro nascosto” e’ enorme, ci sono tutti gli elementi tipici del sound di questo grande gruppo, hard rock energico ed emozionante, brani ricchi di brio e di elettricita’, classe enorme e capacita’ melodiche fuori dal comune.
Inutile soffermarsi su un brano piuttosto che un altro, l’intera scaletta e’ infatti un tributo all’hard rock melodico, una serie di brani fantastici, musicisti eccellenti (compresi il gia’ citato Alves e Jimmy DeGrasso alla batteria su diversi brani), tutto quello che serve per avere un disco memorabile, anche se una raccolta (atipica) come questa. Nelle note del booklet si legge che il “tesoro” nascosto degli Y&T ammonta a qualcosa come cento canzoni (per questo il titolo di questo lavoro termina con un “vol.1” decisamente benaugurante), molte delle quali presenti in varie versioni, se il valore di queste e’ paragonabile a queste “prime” 17 allora c’e’ da aspettarsi una continuazione di questo processo di riesumazione e c’e’ da aspettarlo con trepidazione.

Sinceramente trovo incredibile come un gruppo possa permettersi di tenere una serie di perle come queste chiuse in un cassetto, canzoni come queste farebbero la fortuna di ogni gruppo interessato a sfondare in questo genere, eppure la produzione ufficiale del gruppo ha permesso l’accantonamento di altrettanti brani di valore enorme. Per farsi un’idea basterebbe il primo brano “Shout it out” o “Dirty love”, ma qualunque altra e’ adatta per farsi un’idea del valore di questo “UnEarthed”.
Consigliatissimo, e ci mancherebbe, per tutti i fans e anche per tutti quelli che non conoscono questo grande gruppo e quello che ha fatto nel corso di un trentennio di musica.

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