Terzo capitolo per i danesi Wuthering Heights che di album in album si sono creati un nutrito gruppo di fan sparsi un po’ in tutte le parti del globo, merito in particolare del songwriting del mastermind del gruppo Erik Ravn. Quest’album vede la fuoriuscita del cantante Kristian Andrén (ex Tad Morose) in favore di Nils Patrik Johansson. Due cantanti molto differenti tra loro: più melodico il primo e più aggressivo e vario il secondo, che ricorda molto il prezzemolino Jorn Lande, o se preferite il grande Ronnie James Dio.
Notevole la produzione che permette una resa sonora ottimale così come ottime sono le prove di tutti i musicisti.
Per quest’album il sound si fa ancora più aggressivo e ancora più folk. L’album va considerato nella sua interezza perchè tuttte le canzoni sono praticamente legate l’una all’altra e tutte presentano una continua alternanza di parte veloci e graffianti, con inserti neoclassici mai fuori luogo particolarmente nei soli eseguiti dal sempre preciso Henrik Flyman, a parti lente e spettacolarmente folk. In questi momenti viene inserito di tutto: dalle cornamuse, come nella parte iniziale dell’intro “Gather Ye Wild”, ma non solo, ai flauti, rintracciabili in quasi tutti i brani. La voce di Nils, poi, rende il tutto molto più suggestivo.
Il brano che in assoluto ho preferito è il monumentale “Longing For The Woods” suddiviso in tre parti, per un totale di circa 20 minuti di canzone, ma anche la celticheggiante ballata “The Bollard” in cui Nils canta molto pulito tanto da risultare irriconoscibile.
Parecchio veloce e aggressiva è l’ottima strumentale, immancabile in un album dei Wuthering Heights, “Bad Hobbits Die Hard” incentrata sul dualismo solistico di chitarra e tastiera con i soli di chitarra molto “napoletaneggianti” con quell’incedere da tarantella esportato dai nostrani Rhapsody.
Nella imprevedibile “Land Of Olden Glory” sono rintracciabili i Blind Guardian più folkeggianti, anche se il gruppo danese ha ormai un suo marchio di fabbrica ben definito mentre la conlusiva “Lament For Lórien”, così come suggerisce il nome, non può che essere un brano lento sorretto da un’atmosfera maestosa e malinconica, ma che purtroppo non mi ha particolarmente colpito.

Seguo i Wuthering Heights dal loro primo album “Within” e noto quanto il chitarrista Erik Ravn stia riuscendo a far si che questo gruppo realizzi degli album uno più bello del precedente. Probabilmente i più trascureranno quest’album, ma onestamente facendo così si perderanno un ottimo lavoro che unisce l’aggressività e la velocità del power alla musica folk di stampo celtico medioevale a strutture prog mai banali e con un gusto per la melodia veramemte particolari.
Consiglio calorosamente questo dischetto, ma anche i precedenti.

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