Non so voi ma io col passare del tempo riesco sempre meno ad affezionarmi ai dischi che ascolto. Perfino quelli che apprezzo di più finiscono con l’avere una vita tutto sommato brevissima, inghiottiti senza pietà dal vortice dei miei ascolti e quasi dimenticati nel giro di poche settimane. Ogni tanto però salta fuori un disco dal destino decisamente diverso, che si piazza con autorità nel mio lettore e rintuzza per molto tempo ogni tentativo di essere da lì rimosso.

“Evil Star”, terzo disco degli svedesi Wolf, è e sarà uno dei protagonisti delle inaspettate e gradite vicende appena riferite. Come descrivervelo in poche righe? Prendete un bel po’ del sound e della sacra e sempre più spesso scomparsa attitudine di quei dischi degli anni 80 che tanto amate (gruppetti del calibro di Judas Priest, Iron Maiden, Accept per intenderci), una produzione incredibilmente cristallina ma non per questo priva di mordente ed efficacia (opera, come del resto in precedenza, del noto Peter Tägtgren), tre ragazzi pieni di voglia e grinta, una manciata di buoni brani ed otterrete un mix dannatamente esplosivo, che di primo impatto probabilmente vi imbalsamerà per lo stupore (com’è successo a me) ma che nel giro di pochi minuti vi trascinerà senza freni nel suo favoloso mondo, fatto di quei riff granitici, di quegli assoli precisi e taglienti e di quei ritmi sostenuti che tutti noi amiamo.

Certo, i soliti ipercritici ascoltando il basso così prepotentemente “harrisiano” e certe linee melodiche (la sola “Transylvanian Twilight” è emblematica in questo senso fin dal titolo) diranno che i Wolf pescano spudoratamente dagli Iron Maiden, che Niklas Olsson ricorda quì e là Rob Halford o il meno noto Midnight o chissà chi altro, che le parti chitarristiche sono di questo o di quello e così via, soliti discorsi peraltro assolutamente veri e innegabili per carità, ma non potranno assolutamente fare a meno di notare la freschezza di questi pezzi, l’entusiasmo di questi ragazzi, l’energia contagiante dei loro strumenti.
Brani come “American Storm”, “Black Wing Rider”, “The Avenger” sono delle vere godurie e citarle fa solo un torto alle altrettanto convincenti nove tracce del disco.

Insomma, per farla breve, in questo “Evil Star” troverete un’oretta scarsa di puro, sincero ed esaltante heavy metal old style, che, se vi fidate, sono sicuro che finirà per allietare parecchie ore anche della vostra vita.

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