Ci risiamo: i Winter’s Verge sono l’ ennesima band clone di Helloween, Hammerfall e Stratovarius. Power melodico dunque, armonizzazioni ovunque, doppiacassa velocissima e cantato pulito e acuto come la tradizione impone. Basta! Ne abbiamo le scatole piene.

“Eternal Damnation” è il classico album ben confezionato, con brani piuttosto buoni, ben suonati e capaci di attrarre, come il miele fa con le api, l’ascoltatore ignaro grazie anche ad una copertina parecchio accattivante. Ogni canzone basa la propria struttura su riff energici mentre le tastiere svolgono un ruolo riempitivo entrando in gioco nei momenti più opportuni per dare un tocco di brio allo scorrere dei pezzi. I brani si rivelano accattivanti e la title track, nonchè opener del disco, lascia il segno nonostante il cantato di George Charalambous sia tremendamente alto e fastidioso. Niente male anche le altre composizioni come “Spring of life”, “Get me out” e la ballad “Can you hear me” che riescono a tenere viva l’attenzione nonostante una struttura scontata e parecchio banale. Alla fine “Eternal Damnation” è il solito buon disco di power metal e i Winter’s Verge si dimostrano musicisti parecchio capaci, puliti e precisi: ogni cosa è al punto giusto, le linee melodiche sono gradevoli e affascinanti così come lo sono la maggior parte delle canzoni. Coesiste in ogni brano la sensazione del “già sentito” e per questo l’album stanca un pò sin dal primo ascolto.

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