Nati a Genova nel 2008, i Winterage si contraddistinguono per un power metal di stampo barocco con numerose influenze celtiche e progressive che si amalgamano sotto una linea vocale sostituita dal suono del violino.

Il violino è infatti l’elemento particolare che rende il loro sound diverso dalla media; inizialmente partiti come band strumentale, su questo demo omonimo di sei tracce troviamo però due brani provvisti di linea vocale e cori eseguiti da Daniele Zampelli alla voce principale e Silvia Traverso nelle voci secondarie.

Il suono è inoltre arricchito da Giacomo Biagi al violoncello ed Elisabetta Boschi al flauto che rendono perfettamente l’idea del sound celtico e medievale; il disco parte con la traccia più lunga, di oltre otto minuti, intitolata “Wrath of Revenge”.

La canzone è articolata molto bene, con un lungo intro di violino e tastiera che sfocia poi in un riff notevolmente più movimentato, basato su una linea vocale accompagnata da flebili cori femminili; la maggior parte del brano è comunque strumentale e molto atmosferico.

Il brano seguente è “Ancient Forces”, veloce strumentale dai toni irlandeseggianti sempre molto attivi, costantemente supportati dall’incessante doppio pedale di Davide Bartoli; altro elemento distintivo di questi ragazzi è il talento di Riccardo Gisotti alla sei corde, che in più punti arricchisce i brani con ottime parti soliste.

Si prosegue con “Beltain”, dall’intro di piano che si trasforma in un’orecchiabilissimo riff potente legato a splendide melodie di violino che si intersecano a stacchi chitarristici molto nello stile di Satriani; a seguire il secondo ed ultimo brano cantato, “Power In My Veins”, una delle tracce meglio riuscite della produzione che contiene parti molto incisive miste ad altre più armoniose.

“The King Of Fairies” è un brano molto veloce dal giro iniziale di flauto/violino molto simile alla ballata partigiana “Fischia il Vento”, anche se in realtà il pezzo è ispirato ad una musica popolare irlandese; in ogni caso è una traccia molto ben riuscita dalle ritmiche serrate e massicce.

A concludere troviamo poi “Kingdom of Twilight”, che mette in particolare evidenza le tastiere oltre al violino e va a spegnersi sulle note del flauto l’ultimo strumentale della tracklist di questo EP riuscito su tutti i fronti.

Oltre alla produzione ottima eseguita nei Nadir Studios di Genova la qualità compositiva è in generale molto alta per un’ uscita innovativa molto interessante e gradevole. Testati anche in sede live dove confermano la loro bravura, consiglio agli amanti del power e delle sonorità più celtiche e barocche di tenere sott’occhio questa giovane band poiché ritengo che potrà tirare fuori qualche asso dalla manica molto presto. Da avere!

 

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