Primo lavoro autoprodotto per i Windseeker, gruppo romano fautore di un power-thrash metal di buona fattura: i tre brani di “Breath, Light and Hope” mettono in luce le potenzialità della band (anche se, dopo averli visti due volte live, credo che questi ragazzi il meglio lo diano in quella sede) e la loro buona tecnica di base. Per quanto riguarda le abilità compositive, devo dire che le canzoni sono potenti e trascinanti (grazie alla sezione ritmica e alla grintosa voce di Mauro Gelsomini) ma che, secondo me, peccano di lunghezza. Infatti sono convinto del fatto che queste song, epurate in alcune parti, ne guadagnerebbero sicuramente in aggressività e “tiro”. Sicuramente delle tre la migliore è l’opener “Destroyer”, ricca di accelerazioni e di inserti maideniani (quali obbligati e parti strumentali) e vero e proprio cavallo di battaglia nei concerti (ho visto persone cantarla a squarciagola e ciò non è affatto frequente nell’ambiente underground); curiosa è, devo dire, la presenza di una piccola citazione ai Dark Tranquillity di The Gallery (ahimè non ricordo però il titolo della canzone con il pezzo “citato”). Tra i lati positivi, dunque, annovero non solo la grinta, le buone capacità tecniche e di songwriting (fra l’altro, avendo avuto modo di sentire una nuova canzone posso ben dire che sono ragazzi in costante evoluzione e miglioramento..), ma anche l’orecchiabilità delle canzoni e la loro potenza in sede live. Tra quelli negativi, invece, l’eccessiva lunghezza delle canzoni e i cori (questi proprio non mi vanno giù!). Concludo dicendo che i Windseeker sono un gruppo che dal vivo mostra la sua parte migliore e che questi ragazzi riescono ad essere più coinvolgenti di tanti altri gruppi più blasonati.

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