Secondo album per i Widow, che dopo il debut album “Midnight strikes” uscito lo scorso anno, si presentano con il nuovo “On Fire”.
Il genere proposto dal quintetto statunitense, è un heavy-metal che prende spunto da diverse band tra cui i Crimson Glory, Iron Maiden e Mercyful Fate/King Diamond solista; ed è proprio dalla band del Re Diamante che che i Widow traggono maggior ispirazione grazie anche ad un approccio lirico legato a tematiche horror, tanto care al leggendario sovrano danese, che ben si sposano con la loro musica, caratterizzata anche dall’uso di due voci, una femminile ad opera della cantante Lili ed una maschile ad opera del chitarrista Cristof il quale sfocia spesso e volentieri in vocalizzi al limite del black metal, un po’ come fanno i formidabili 3 inches of blood, creando un’alternanza convincente e mai banale.
Il brano di apertura “An american werewolf in Raleigh”, la successiva “The preacher’s daughter” e “Here to stay”, mettono a nudo la loro devozione al metal anni 80, con i due chitarristi che sfoggiano intrecci di assoli di matrice malmsteeniana , che ne donano maggior intensità, mentre con “Not Alone” e “Dead End” mettono in risalto il lato più malinconico, e a tratti anche epico, della loro musica grazie anche alla voce carezzevole di Lili, riportando alla mente i Warlord e i Crimson Glory, ma anche bands più recenti come Hammerfall e Wizard.
Pur rilevando una certa ripetitività di fondo, il disco risulta nel complesso avvincente e convincente, e farà sicuramente la gioia sia dei defenders più incalliti e non.

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