Tornano i Warrant e lo fanno alla loro maniera, ovvero all’insegna del buon vecchio hard rock melodico di estrazione glam! Dopo un periodo piuttosto opaco e varie rivoluzioni in sede di line-up, la band di Erik Turner e soci è pronta a riprendersi il posto che le spetta ai vertici del panorama hard rock mondiale… Il primo passo, in questo senso, è la pubblicazione del nuovo “Born Again”.

Ciao Eric, come vanno le cose per la band in questo periodo?
Va tutto molto bene. Abbiamo molti spettacoli in America. Abbiamo grosse aspettative per il nostro nuovo cd “Born Again” e stiamo lavorando agli ultimi ritocchi del nostro prossimo DVD. Diciamo che ultimamente succedono molte cose divertenti nell’entourage dei Warrant…

Parlami della vostra ultima produzione, il nuovo album “Born Again”
E’ la nostra nuova creatura. Ne siamo molto orgogliosi. Pensiamo sia un cd davvero tosto! Francamente non vedo l’ora che lo ascoltino tutti…

Quante canzoni avete registrato originariamente?
Sono state scritte 23 canzoni per questo disco. Abbiamo inciso le migliori 12.

E’ stato fatto un demo prima di entrare in studio di registrazione?
Si, abbiamo fatto un demo di tutte le canzoni. I demo non hanno una grande sonorità ma sono utili per ascoltare le melodie e gli accordi, e poi farsi un’idea generale del brano. Abbiamo votato per le migliori 12 proprio da quel gruppo di demo.

Sono sempre stato curioso di sapere come riuscite a scrivere delle ballate così affascinanti. Credo che in quel settore non abbiate rivali… Sono emotive ma mai spudoratamente kitsch. Che cosa vi spinge a scrivere dei classici così tristi e melodici?
Non so che dirti… No scherzo! Riusciamo a trovare la melodia giusta, una buona canzone è una buona canzone, sia essa lenta o svelta. La nostra tendenza è scrivere delle ballad dai grandi cori, facili da cantare e, speriamo, che siano memorabili.

Avete un modo prestabilito di scrivere le canzoni? Alcuni musicisti si siedono in studio ed iniziano a scrivere, altri preferiscono elaborare per bene tutte le idée nella propria testa prima di buttarle giù. Voi in che modo componete?
Ognuno di noi ha una idea che elabora per proprio conto a casa. A volte capita che Jerry o Jaime compongano canzoni intere da soli, altre volte capita di scriverle insieme. Personalmente preferisco collaborare. Non scrivo mai una canzone da solo. Sono fatto così… Qualche volta la melodia mi viene nel cuore della notte. Una volta mi è successo di sognarla! E’ nel nuovo cd, si intitolata “Velvet Noose”…

Cambiamo argomento. Quali sono le tappe dell’attuale tour?
Gireremo l’America in lungo ed in largo per tutto l’anno. Ma abbiamo anche intenzione di venire in Europa a Settembre per due o tre settimane. Ci piace molto esibirci dal vivo e sarà eccitante suonare anche alcune delle nuove canzoni!

Come descriveresti i vostri spettacoli live?
Immorali, ubriacanti, insomma delle vere e proprie feste di rock melodico. Ci divertiamo tutti un casino e portiamo sul palco una grossa carica di energia.

Quale è la cosa più incredibile che ti è capitato durante un tour?
Me ne sono successe troppe per mensionarne solo una. Cose incredibile e stupide succedono in qualsiasi momento. Semplicemente fanno parte della vita dei gruppi rock. Prima o poi scriverò un libro per rispondere a questa domanda!

Ultimamente hai partecipato a qualche concerto da spettatore? Che gruppo hai visto esibirsi?
L’ultimo concerto interessante a cui ho assistito è stato quello del mio amico Tommy Thayer, che suona con i Kiss. Tommy ed io siamo amici di vecchia data e cazzo se è bravo come chitarrista!

Che genere di consigli ti senti di dare ad una band che voglia entrare nel music business?
Non lo fate, lasciate perdere. Se proprio non potete farne a meno e volete proprio fare del rock fatelo al 110%.
Voglio dire, fatelo senza ripensamenti, senza preparare un piano B. Vivetevi l’avventura, respiratela, nutritevene. Non lasciatevi ostacolare da nulla. La musica viene prima della famiglia. Io posso dirvelo perché ci sono passato. Quando ho cominciato, avevo 19 anni, vedevo la musica come un tunnel: la musica,la musica e solo la musica.

Se avessi la possibilità di cambiare un aspetto del music business quale cambieresti?
Il concetto di business vero e proprio e tutti quei bastardi nelle suits che si fingono i tuoi migliori amici finche fai tonnellate di soldi. Poi, quando le cose cambiano, non li riesci più a trovare da nessuna parte. Mi piacerebbe spazzar via tutti questi stronzi, allora si che sarebbe un mondo più piacevole in cui fare “affari”!

Guardati alle spalle… Qual’è il momento o l’evento che ritieni veramente memorabile della tua carriera di musicista?
Il “Cherry Pie” tour, assolutamente.

C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere?
Grazie per questa intervista, innanzi tutto. Grazie per aver parlato del nuovo cd di cui siamo molto orgogliosi. Non vedo l’ora di venire in Europa nel 2006…

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