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Sono le due di notte passate, ma l’insonnia ormai è padrona di me stessa, quindi grazie alla luce soffusa delle candele sparse per tutta la mansarda, il camino acceso, la pace, il silenzio completo della villa, mi accendo una sigaretta, nella piena convinzione di essere a conoscenza che sia arrivato il momento giusto per affrontare i VIOLENT SUN.  Un progetto curioso, di cui è interessante smembrarne tutte le parti, testuali, tecnico-musicali e concettuali, ogni punto va rivisto e analizzato con molta cura se si vuole arrivare a capire il significato del viaggio che ha intrapreso questo duo man band. Sì perché i Violent Sun sono due personaggi molto particolari, dalla mente sottile e intraprendente, Mario di Ceglie colui che da la voce alle tre tracce presenti nel demo, ma anche che da la musica grazie alla sua esperienza notevole di chitarrista. Il secondo elemento trattasi del batterista Riccardo Calanca, che riempie senza dubbio il valore di questo lavoro estremo particolare e inusuale nel classico death metal cui siamo abituati a sentire troppo spesso.

TRACES è il titolo della demo e tre sono le tracce intense che lo compongono. Alla produzione del lavoro ovviamente hanno partecipato il bassista Marco Volpato e come seconda chitarra troviamo Leonardo Bellavista. “THE DREAMER” il primo brano, è il racconto di un sogno:  “ Raggi al di sotto disegnano le linee, delineano orizzonti mari, hanno scolpito la terra, una volta sognato, ora negata …” una sorta di concept legato all’uomo che non vuole essere come tutti gli altri, quindi misantropo e ribelle. Senza dubbio è il pezzo più estremo e potente dell’intero promo, che apre la filosofia testuale, che insieme alla musica induce ad una mentalità ben più aperta e libera di sognare andando oltre. “IN TRACES EMBODIED” è il secondo brano: “in questo viaggio mi ricordo Tracce di vita, il respiro dei venti, cancella per evocare la caduta imminente….”. Pezzo più melodico del demo anche se rimane comunque nelle sonorità estreme. Ottima la prestazione dei chitarristi che eseguono un buon assolo, preciso pulito e che casca a pennello con l’intermezzo musicale della canzone. La promo si conclude con “STAIN OF FERVENCY” la traccia più lunga, ben sette minuti e passa di piena esaltazione tecnica dei musicisti unita alla potenza vocale del cantante. “….Mura di vuoto, fa male le mie orecchie, macchie di un lontano passato dipinte questi percorsi, verso l’ignoto, verso l’invisibile, mi addormento sotto la sindone di immensi sogni, il mio corpo è intorpidito come questi percorsi congelati che ho usato per camminare da solo …” con questa frase si conclude il primo atto, spirituale e intenso dei VIOLENT SUN, il sogno e il viaggio che porta alla consacrazione del death metal estremo e tecnico, di questi ragazzi che daranno sicuramente un bel po’ di filo da torcere a tante altre band emergenti che stanno venendo fuori in quest’ultimo periodo.

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