mtr_patchx

 

PRESENTA: UN’ ESCLUSIVA IN COLLABORAZIONE CON www.heavy-metal.it 

vigilance_queen_of_the_midnight_fire (1)

 

Chi l’avrebbe mai detto che la mia terra d’origine ovvero la Slovenia, da parte di nonna, mi avesse regalato anche una band di tutto rispetto come i VIGILANCE, che portano nelle casse del mio stereo un’ anteprima esclusiva europea e statunitense del loro primissimo album? Ebbene, non posso che essere orgogliosa di presentarvi questi quattro ragazzi, che con il loro “Queen of the midnight fire” , che uscirà ufficialmente sul mercato musicale il 14 maggio 2013, arrivano a suon di speed metal , che unito alle sonorità dell’heavy anni ’80, riescono perfettamente a centrare l’obiettivo dei riscontri più che positivi da parte della critica musicale, che ha iniziato ad esaminarli già con il primissimo demo uscito nel 2011. Lo stile è senza dubbio originale, insieme alle sonorità è necessario tenere d’occhio anche l’argomento testuale vale a dire, una sorta di heavy concettuale legato  all’occultismo, una sorta di viaggio mistico e tendenzialmente spirituale che ha coinvolto quindi la band nella stesura e nella composizione dei brani stessi.

“QUEEN OF THE MIDNIGHT FIRE” questo il titolo del primo disco dei VIGILANCE, contiene nove tracce ed è un prodotto della MetalTank Records, etichetta molto importante  per esportazione di materiale heavy & thrash e ultimamente parecchio notata sulla distribuzione europea e statunitense soprattutto con band come Panikk e Thraw.  Ma andiamo oltre. I quattro VIGILANCE aprono, con un intro che ha  l’intento di voler indicare un rituale ben preciso d’iniziazione e apertura mentale all’ascolto del lavoro. Un’aria lenta suonata al pianoforte con suoni crudi, secchi, bassi e quasi scordati. La voce perfetta del bellissimo cantante e chitarrista Jakob Rejec, che talvolta alterna anche a piccoli estratti di cantato in growl cattivo e oscuro quanto basta, fino a raggiungere senza nessuna sbavatura una perfetta intonazione melodica, che  tra note alte e basse si sposa perfettamente alle sonorità, cupe, intense e ricche di pathos del primo brano che porta il nome omonimo del disco.  Da tenere presente soprattutto, la precisione e la preparazione tecnica dei musicisti che compongono la band. Molto adeguati, sono gli intermezzi musicali eseguiti con assoli in speed, che risultano anche essere quasi orecchiabili e gradevoli senza rendere pacchiano il resto della stesura dei brani stessi. Interessante è l’interludio tra bassista e batterista, inserito a metà nella seconda traccia “Behind the cellar door” , in cui entrambi eseguono un gioco di note ben strutturato tra loro. Dalla terza fino alla sesta traccia, lo stile è totalmente speed, e si va avanti senza mai fermarsi a muso duro, picchiando a nervi saldi sulla batteria e chitarristi in ottima forma.  Sulla settima traccia “Poetry and the goods”  i toni iniziano ad ammorbidirsi, brano totalmente strumentale e semiacustico, ricamato da un arpeggio intenso, vibrante quasi come ad indicare che il viaggio dei quattro VIGILANCE sta per volgersi al termine. Il tutto va a legarsi con l’ottava traccia fino all’ultimo brano “Ritual Of Death”. Un rituale di morte, oscurità e sangue quanto basta per concludere in perfetta spiritualità e con una buona dose di misticità l’intero viaggio di QUEEN OF THE MIDNIGHT FIRE.

I VIGILANCE sono senza dubbio una band da considerare di nicchia, adatta ad un pubblico più maturo e ben acculturato. Con questo album,  i Vigilance, si abbandonano totalmente al concetto della spiritualità occulta che, unita all’heavy dei favolosi anni 80 e allo speed, consacrano uno stile di vita che ha travolto un’intera generazione del pubblico del metal rendendolo immortale.

vigilance_promo

 

[youtube id=”lJSBbr1ViginmBQ” width=”600″ height=”350″]

Comments

A proposito dell'autore

Post correlati