Incredibile. Ogni tanto un album esce dall’anonimato e il recensore annoiato prova desiderio di riascoltarlo più volte, non solo per dovere ma per piacere di farlo.
E non si tratta del mio genere preferito, tutt’altro: un rock fusion che fa ampio utilizzo dell’elettronica dovrebbe andare contro la mia “fede”. E invece gli scettici debbono provare per credere. Si tratta di un disco intricato ed ampiamente propositivo (ma dire rivoluzionario sarebbe troppo), che non cade mai nello scontato e allo stesso tempo non si crogiola nell’eccesso di preziosismi inutili.
Mi riferisco ad Ice and Knives, disco debuttante della band Utopia, di Roma, che introduce un vocalist, Fenaroli, dotato di grande armonia, versatilità ed estensione vocale, accompagnato da un chitarrista (Lorenzo Venza) che evidentemente deve molto a Brian May: il bel pezzo “Blue” ricorda i Queen di fine anni’80. Oltre che agli assoli di chitarra, un ruolo importante viene assegnato alle parti di tastiera e alle creazioni elettroniche, ma il feeling rimane sincero e i toni sono ancora abbastanza pesanti da scorgerne la radice metal. Osservando la durata media dei pezzi, si ritrova la tendenza prog ad allungare molto i fraseggi strumentali, tuttavia il disco scorre senza ripetizioni e senza cadute di stile.
Da segnalare l’interessante “Criminal Underworld”, e la stupenda “The Flood”, blues-pop orecchiabile ma originale e tecnico allo stesso tempo, ad emblema dello stile degli Utopia: semplice ma sperimentale, progressive metal jazz in chiave blues ma anche rivisitato in chiave modernista.
Riuscitissimo il tributo a Michael Jackson con la celebre “Bad”, di cui gli Utopia hanno forse lo spirito, una vera fusione tra techno/dance, rock e il metal borchiato.
Accattivante anche la presentazione dei titoli, a mo di poesia. Peccato per le ingenuità linguistiche evidenti: meglio sempre farsi aiutare da uno madrelingua!
In ogni caso, riesce difficile pensare a questo come un album di debutto, tanto è maturo stilisticamente e sicuro nella parte vocale. Non mi resta che augurare agli Utopia una visibilità internazionale e non solo italiana. Complimenti.

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