Poco più di un demo questo debutto ucraino che vuole però esordire come album.
Cosa non facile con 23 minuti a disposizione per dire tutto. Io avrei aspettato.
Molti gli spunti interessanti, non ancora chiara la direzione che si intende prendere.
Produzione abbastanza scadente ma ciò non influenza il mio giudizio, anzi mi piace il black quando è primitivo. Allo stesso modo trovo molto efficace l’artwork, pur non essendo raffinato. La copertina punta molto sul forestale, associandolo a due volti black, come se fossero un po’ loro le Voices Of The Winds….
La prima traccia fa onore alla gelida tradizione norvegese, come vuole anche il nome della band (traducibile appunto dal norvegese in “tormento invisibile”), mentre la seconda accelera e sottintende armonia e melodie più folk/pagan/viking. Pezzo decisamente buono e orecchiabile, ma a mio avviso un po’ incerto nelle atmosfere scelte. Dal testo di Tomorrow si evincono luce, tenebre e speranza, ma non si capisce granché per via di un inglese molto approssimativo, tanto che mi chiedo se non avessero fatto meglio a scrivere in lingua madre.
Terzo e quarto brano nuovamente molto norvegesi. Però, in Single With Nature si iniziano a intravedere stacchi, di tempo e mood, una certa struttura, la sequenza di più momenti, un pezzo con personalità. Ed è su questo che dovrebbero puntare i nostri esordienti: aggiungere quella musicalità e malinconia tutta est-europea alla freddezza tagliente che ha origine nel paese dei Dimmu Borgir et al… Convincente anche e soprattutto la quarta Crucified, cattiva veramente e sicura di sé con eccellente prova del cantante negli ululati. Non a caso questi sono i brani più lunghi dell’album, più completi degli altri, i quali invece suggeriscono una sperimentazione incompiuta, interrotta forse dalla fretta di uscire sul mercato.
Piacevole e riuscita ma assolutamente da copione Curse Of Eternal Winter, che non regala nulla di nuovo al panorama tetro, mentre arriva in chiusura l’approdo alla sperimentazione: due minuti di sprangate su condotte dell’acqua in qualche squallido sotterraneo ucraino dove un tempo forse ci si riparava dal freddo….suoni deprimenti che hanno personalità e funzionano, ma che devono essere inseriti in un contesto! perché così a fine disco perdono la loro finalità espressiva e il senso.
Tutto sommato un debutto che deve trovare coesione e rinforzare il messaggio complessivo, ma molto buono e interessante, che migliora più lo si ascolta.
Infine, come non essere di parte, quando la musica arriva da zone nuove e difficili come l’Ucraina, e dare mezzo punto in più. Continuate così!

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