Dalla pila di demo che ormai a dozzine arrivano in redazione, ecco finalmente arrivare i bravi e insistenti Urto, thrasher siciliani autori di uno dei dischetti autoprodotti più interessanti del 2005. Diciamo che quando un gruppo thrash riesce a farti rimanere in testa i ritornelli e a non annoiarti dopo mezz’ora, ci sono probabilità che si tratti di un buon gruppo: le cinque (più una breve strumentale) tracce di “Numbers” riescono nell’intento, e pur senza introdurre innovazioni e “limitandosi” a rielaborare stilemi già uditi e consolidati, risultano di fatto sufficientemente dinamiche. I rimandi possibili, ascoltando la musica degli Urto, sono quasi tutti inevitabilmente nel thrash degli anni ’80, in particolare mi tornano alla mente gruppi cult europei come Vendetta, Wolfspider e Pariah, ma anche americani e più noti come Testament, Intruder e in parte Watchtower. Ascoltanto attentamente, le influenze paiono poi anche più ampie, basti citare ad esempio il ritornello dell’incalzante “Bugger Off”, memore di certo power americano (ben diverso, ripetiamo, dal power “odierno” o europeo), o i blast-beats chiaramente mutuati dal metal estremo che fanno capolino nella lunga, ambiziosa e nel complesso ispirata “The Second Coming”. Che gli Urto siano un gruppo tecnicamente preparato è evidente: anche grazie alla produzione pulita e incisiva, si possono ben apprezzare i riff taglienti, le vocals quasi sempre convincenti e in particolare gli assoli sorprendentemente maturi che la band sa offrire. L’ambiziosa scelta di optare per brani mediamente lunghi, comunque, se da un lato consente di sfoderare le proprie capacità compositive, dall’altro rischia di diventare un’arma a doppio taglio: sono inevitabili perciò alcuni momenti di ripetitività con conseguenti cali di attenzione per l’ascoltatore, comunque non troppo evidenti ed eliminabili in futuro. Grande rilievo, come anche la band tiene a sottolineare, hanno infine le liriche delle canzoni: aldilà degli inutili slogan a la “bestia politicamente esplicita” ecc., si nota con piacere l’impegno profuso nella stesura dei testi, con forti prese di posizione e critiche frontali agli abomini generati dal sonno della ragione umana. Notevole a questo proposito anche il libretto con artwork a tema, completo e ben realizzato all’interno ma forse penalizzato da una copertina un po’ fuorviante. In conclusione “Numbers” è decisamente un demo sopra la media, che merita di essere citato: apprendendo però che la registrazione risale al 2003, sarebbe lecito ora aspettarsi del nuovo materiale. Viste le premesse, si può attendere fiduciosi.

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