Diciamolo ragazzi, la lingua italiana si è sempre ben espressa anche in ambito metal. Basti pensare agli IN.SI.DIA. , i mitici Distruzione o gli Zona, o ai più recenti Spite Extreme Wing e Fearbringer.. Effetto Rammstein? Un trend come tutti gli altri? Un modo per poter esprimere con orgoglio l’ appartenenza ad una cultura apprezzata in tutto il mondo? Anti americanismo? Non si sa, cosa certa è che fa sempre piacere constatare che ci sono gruppi che intraprendono questa strada in un periodo in cui tutti, ma proprio tutti cantano in lingua inglese, ed alcuni in maniera penosa. Anche i bresciani Umbra Noctis con questo debutto “Luce oltre il confine” hanno deciso di intraprendere questa strada: musicalmente ci troviamo dinanzi ad un black metal figlio della scuola scandinava, impreziosito di tinte darkeggianti, quasi depressive. Il risultato non è niente male, un matrimonio “morboso” tra Spite Extreme Wing, Forgotten Tomb e Shining ( gruppi con i quali trovo molti punti in comune ) , e il cantato in Italiano, con accenni in latino di Filippo, risulta molto versatile e azzeccato, per via anche di un concept lirico che si sposa perfettamente con il contesto musicale dei nostri. Ci sono dei punti che poco convincono, e sono da ricercare nell’uso del growl; una scelta che per quanto alternativa allo screaming risulta al quanto azzardata e fuori contesto, e la voce narrata un pò troppo fredda e distaccata; piccole cose che messe insieme impediscono quel salto di qualità in grado di fare la differenza. Nonostante questi difetti, il gruppo dimostra di avere le idee ben chiare, e questo fa ben sperare in futuro.

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