A dire la verità i dischi di cover non mi hanno mai convinto. Ho sempre pensato che operazioni di questo genere fossero generalmente figlie di un periodo di stanca compositiva o addirittura oculate operazioni commerciali create ad hoc per sfruttare appieno l’onda di un successo. Ma è ormai cosa risaputa, come il concept album ed il disco live, anche l’album di cover è da molti considerato una tappa a tutti gli effetti “obbligata” all’interno del percorso artistico di ogni ensemble metallico che si rispetti.

Ed anche gli Ultimatum, provenienti dal New Mexico, sembrano pensarla allo stesso modo, dato che all’interno di quasi un’ora di metal tradizionale, thrash, speed e power made in USA recano omaggio a molte delle proprie influenze di gioventù. Lo stile chitarristico di Gutierrez, sporco quanto basta, si accorda alla perfezione con l’ugola grezza ed urlatrice del truce Scott Waters e pezzi di grandi nomi come Metallica, Twisted Sister, Judas Priest, Megadeth ed Overkill sembrano giovarne in quanto ad energia distruttiva pur perdendo, se vogliamo, parte della loro aura di perfezione originaria. Ma la “cover” è così (o meglio, dovrebbe esserlo): un omaggio sincero, un tributo fine a sé stesso. Ed in questo caso potremmo affermarlo con quasi assoluta certezza. I taglienti riff e le pulsanti linee ritmiche sfornate dal quartetto americano ripercorrono con assoluta fedeltà i copioni d’origine, senza snaturarli eccessivamente. E forse, proprio questa caratteristica risulta essere in definitiva il punto debole di un lavoro che, nella sua frizzante linearità, risulta alla fine per assurgere al ruolo di puro “stimolatore” di ricordi. E infatti anche se gli omaggi ad Iron Maiden (Wrathchild) e Saxon (Denim And Leather) trasudano passione per le note fondatrici del più classico dei generi metallici lasciando anche un piacevole sapore di (accurato) divertissement, la musica qui proposta dagli Ultimatum in chiave thrash mi fa solo ben ricordare di avere nella mia collezione delle perle antiche da rispolverare con costanza.

Ringrazio gli Ultimatum per il loro (personale) lavoro di rivisitazione storica. Purtroppo però non mi resta altro che affidarmi alle vecchie, autentiche partiture, capaci anche dopo molti anni di polvere e scaffali di rilasciare la loro classica, immortale, inaudita potenza.

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