L’inossidabile carriera solista del buon Udo Dirkschneider, storico frontman dei seminali Accept, accoglie a mani levate il nuovo e decimo lavoro del corpulento singer tedesco, tale “Mission N° X”. Il successore del buon “Thunderball” segna l’esordio nella band del drummer Francesco Jovino e tradisce, immancabilmente, l’immane passione che anima Udo e la sua cricca nei confronti dell’heavy metal più viscerale ed impulsivo. Riff pesanti come macigni e voce al vetriolo sono gli ingredienti base di questa nuova, entusiasmante, colata di metallo teutonico: Udo dimostra, per l’ennesima volta, tutto il suo valore e tutto il proprio carisma sfoderando una prestazione maiuscola e senza sbavature, impreziosita da alcune linee vocali veramente esaltanti e da un ottimo contesto sonoro messogli gentilmente a disposizione da una band dal potenziale enorme.
Si parte alla grande con la splendida title track “Mission N° X”, imponente up tempo dal refrain magnetico e decisamente azzeccato, e si vola attraverso brani più veloci come “Primecrime On Primetime” o la bellissima e conclusiva “Mad For Crazy”, passando per semi ballad ad effetto come “Eye Of The Eagle” o “Cry Soldier Cry” che evidenziano il lato più melodico ed intimista dell’artista tedesco. Il primo dei due singoli estratti, “24/7”, è entrato nelle chart tedesche ed infatti garantisce una prestazione davvero eccellente da parte della band, sicuramente di gran lunga superiore a quella ottenuta in “Mean Streets”, probabilmente l’episodio più fiacco del lotto ed inspiegabilmente omaggiata anche da un video clip promozionale.
A parte tutto, comunque, questo “Mission N° X” si presenta come un contesto musicale di reiterata bellezza, completo dal punto di vista dei contenuti e formalmente perfetto in quanto a produzione ed a resa sonora generale. Ottima, come sempre, la coppia d’asce formata dall’estro artistico di Igor Gianola e Stefan Kaufman, particolarmente attenti in fase di songwriting nel dosare in parti uguali potenza e melodia. Il nuovo arrivato, Francesco Jovino, forma assieme al bravo Fitty Wienhold una sezione ritmica imponente e sempre precisa, abile nel ritagliarsi il giusto spazio a seconda dell’inclinazione e dell’umore di ogni singolo episodio. Ottimi strumentisti, dunque, al servizio del generale Dirkschneider e della sua incredibile volontà di continuare a fare heavy metal al massimo delle proprie possibilità, sempre e comunque. Indifferente agli anni che passano, ai trend ed alle mode del momento, Udo continua imperterrito il discorso musicale intrapreso tanti anni fa, quando scriveva pagine di storia con gli Accept e la sua voce veniva additata ad icona del rock mondiale. Inossidabile!

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