Demo decisamente interessante questo dei Tystnaden! “Fragments” contiene infatti 4 pezzi abbastanza personali, una specie di gothic metal con forti dosi di death melodico e qualche spunto prog capace di farsi ascoltare con piacere. Il tutto non e’ ancora miscelato alla perfezione, ma la band sa gia’ farsi ascoltare con piacere. Le danze si aprono con “Black ensign”, un pezzo che dopo un attacco atmosferico che fa pensare a certi Amorphis vira verso il death melodico quando parte la voce growl del cantante. Growls che vengono poi affiancati da una voce femminile, ma non pensate al classico duetto “cappuccetto rosso e lupo cattivo”, questa volta la controparte al growl maschile non e’ infatti un cantato angelico, ma un qualcosa di piu’ “ambiguo” e grintoso. Il pezzo rimane tendenzialmente aggressivo, ma ha sempre una certa melodia di fondo, e gli intrecci tra i due cantanti sono riusciti. Un buon pezzo! Anche “The foolish plan” parte in maniera atmosferica, e questa volta la voce di Laura e’ piu’ protagonista di quella di Lorenzo. Il brano procede in maniera meno furiosa del precedente, e ancora una volta assistiamo a dei begli intrecci vocali e a delle belle melodie su cui si basa tutto il brano. La title track e’ anomala rispetto al resto del disco, e’ infatti piu’ rilassata e non ci sono quasi parti in growl (a parte qualche piccolo controcanto), tuttavia il livello rimane buono. In chiusura di disco c’e’ “The canvas”, brano dotato di un certo retrogusto power (nonostante la voce growl e gli stacchi cantati da Laura), ma ancora capace di farsi ascoltare con piacere. Degna di nota e’ anche la produzione molto riuscita (d’altronde gli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando non sono proprio i primi venuti) e l’artwork. Fa sempre piacere vedere un demo che contiene i testi dei brani e che e’ curato dal punto di vista grafico (mi sono piaciuti molto i disegni contenuti, dei quali potete farvi un’idea guardando la copertina). Insomma, “Fragments” e’ un gran bel demo, magari c’e’ ancora da limare qualcosina, tuttavia i Tystnaden mi sembrano gia’ abbastanza maturi ed interessanti e la stoffa per fare “il grande salto” sembrano averla.

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