Mi viene il dubbio che a Tyla piaccia farsi del male… il cantante dei Dogs D’Amour ha infatti rilasciato un disco solista che definire azzardato e’ poco, un disco probabilmente voluto cosi’, ma non si riesce a capire come il suo autore pensasse di riscuotere consensi. Prendete una base elettronica molto scarna, basta un loop, una drum machine semplice semplice o qualche effettino di base ripetuto all’infinito, poi metteteci sopra un cantato scazzato e senza mordente, una serie di parole praticamente senza ritmo cantate con due-tonalita’-due e accompagnate il tutto con qualche schitarrata… potete immaginare il risultato, praticamente non e’ dance, non e’ industrial, non e’ rock: e’ una specie di aborto.
Sono andato per curiosita’ a leggere un po’ di recensioni in giro per il web e non ne ho trovata una positiva, e’ tutto un fiorire di 3/10, 4/10 , 10% e cifre simili accompagnate da stroncature senza appello. Eppure qualcuno ha espresso un parere col quale mi trovo d’accordo: questo cd probabilmente non e’ da ascoltare a casa. Non si puo’ rimanere impressionati positivamente da questi 10 brani (monocordi anche quando vorrebbero essere diversi, tanto che non mi sembra il caso di citare qualche pezzo in particolare… anzi, in mezzo a tanta uguaglianza di stile le diversita’ danno quasi fastidio!) mettendoli su nel proprio stereo domestico, tuttavia probabilmente ascoltandoli in un club avrebbero un effetto diverso.
Ascoltati a volume alto come accompagnamento, senza dedicargli troppa attenzione, probabilmente sarebbero abbastanza riusciti, servirebbero bene allo scopo. Un cd da “ambiente” insomma, ma non il classico lavoro da mettere in casa a volume soffuso, bensi’ un cd da sparare a palla in qualche locale alternativo.

Come giudicare questo dischetto allora? Stroncarlo senza appello mi dispiace, perche’ ho davvero la sensazione che nel contesto sopra descritto “Fakin’ Kant” avrebbe un suo senso, tuttavia non si puo’ neanche tralasciare l’effetto che fa un ascolto normale… e allora facciamo cosi’, io a differenza delle stroncature e dei senza voto visti in giro assegno a questo lavoro un 6 politico, pero’ spero che le righe soprastanti siano abbastanza chiare nello spiegare la situazione…

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