Terzo lavoro per i nostrani Twinspirits guidati dal poliedrico musicista Daniele Liverani. Si dice che il terzo disco per una band sia quello cruciale…non so se questo sia anche il caso dei Twinspirits, ma questo “Legacy” si rivela da subito un ottimo disco.
I nostri propongono un metal progressivo di pregevole fattura, in cui gli strumentisti, pur dotati di talento esecutivo, si metto al servizio del singolo brano. Se proprio dobbiamo fare un paragone, si potrebbero accostare allo stile degli Shadow Gallery, piuttosto che ai “soliti” Dream Theater (termine di paragone scomodo, e spesso abusato, per chi suona questo genere).
I pezzi sono tutti piuttosto vari, e pur mantenendo uno stile ben riconoscibile, presentano diverse influenze e sfaccettature. Ottimo amalgama fra il piano di Liverani e la parte più heavy di chitarra e sezione ritmica, come ci dimostra l’opener Sensless. Uno stile tipicamente seventy’s fa capolino in Slave To This World, mentre le tastiere e un flavour tipicamente americano (quasi soul) caratterizzano Don’t Kill Your Dream.
Il disco si chiude alla grande con The Endless Sleep, suite divisa in cinque parti, che mette in risalto le diverse influenze del gruppo, con suoni classicheggianti e maestosi (con tanto di violini e viole nell’overture) che si sposano elegantemente alle parti più ruvide e heavy: sicuramente l’hitlight di questo “Legacy”.
Menzione a parte per il cantante svedese Göran Nyström, singer dalla voce piena e possente, quasi d’impostazione classica.
“Legacy” è quindi un disco che gli amanti del progressive dovranno assolutamente tenere d’occhio, ma è soprattutto un lavoro che potrà piacere a chi ama la musica senza troppe barriere o etichette. Un ascolto è vivamente consigliato.

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