Circa un anno fa, parlando del precedente lavoro della band, avevo scritto che i Tristania non avevano avuto il coraggio di evolversi completamente, avendo realizzato un cd diviso a metà tra pezzi più moderni e pezzi più legati al loro passato, ed inoltre avevo sottolineato quanto i pezzi migliori fossero quelli che suonavano più nuovi, che comunque non erano nulla di particolare e dimostravano quanto probabilmente anche un’evoluzione di quel tipo portata fino in fondo non avrebbe prodotto risultati interessanti. L’ascolto del nuovo album mi ha dimostrato che avevo ragione, “Illumination” porta infatti a compimento la “modernizzazione” iniziata in alcuni brani di “Ashes”, e a mio avviso il risultato non è decisamente nulla di particolarmente riuscito o originale. “Illumination” presenta infatti un insieme di brani gothic dal piglio moderno, dove gli elementi tipici del passato della band (cori, orchestrazioni e pomposità generale) hanno lasciato spazio ad un approccio più orientato al rock e di assimilazione più semplice (spunta ancora qualche voce più cattiva e qualche passaggio più “barocco” rispetto al resto del cd, ma sono solo alcuni momenti che si perdono nel fluire del disco e la sensazione generale è che la band abbia voluto dare una rimodernata al proprio sound). Chiariamo bene una cosa poi, quando parlo di “modernizzazione” non intendo che i Tristania abbiano inventato nulla di nuovo, voglio semplicemente dire che la band ha modificato lo stile delle proprie composizioni passando dalle atmosfere “antiche” dei vecchi brani (che a loro volta erano ispirati dai primi dischi dei Theatre Of Tragedy, ma almeno erano riusciti e ben fatti) ad un feeling più, appunto, “moderno”.

Nonostante quanto detto finora, comunque, “Illumination” alla fine la sufficienza riesce a prenderla perchè non è un lavoro brutto o inascoltabile, sia però chiaro che a mio avviso di attenzione la nuova fatica dei Tristania ne merita ben poca, non risultando nulla di particolarmente ben fatto nemmeno nel suo genere e non essendoci in tutta la tracklist un solo pezzo capace di colpire, seppure solamente un pochino, l’ascoltatore. Come dire, sufficiente ma altamente evitabile.

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