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Attesissimo il terzo lavoro degli italiani Trick Or Treat. Il gruppo capitanato da Alessandro Conti, ora anche cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody, deve confermare e superare il valore dei due precedenti album. Album che avevano fatto conoscere il quintetto principalmente per una manciata di caratteristiche: la prima l’irriverenza unita alla voglia di divertirsi, la seconda per il cantato kiskiano di Conti, ma anche la forte dedizione a quel power di chiara matrice Helloween/Gamma Ray.

Ecco, queste caratteristiche bastano da sole a incuriosire qualunque amante dei musicisti dei gruppi appena citati. Pertanto chiunque cerchi un gruppo minimamente originale e che non segua i dettami del power continuerà a snobbarli. E peggio per loro. Io mi godo in pieno la prima parte di Rabbit’s Hill Pt.1 composto da dodici impeccabili brani carichi di energia, di positività, veloci grintosi e con delle ballate veramente belle.

Si apre con l’immancabile intro cui segue la veloce e graffiante Prince with a 1000 enemies impreziosito dal magnifico duetto con Andrè Matos; subito dopo arriva la prima ballata che tanto ricorda il periodo Pink Bubbles Go Ape/Chameleon delle zucche di Amburgo. Si torna su lidi prettamente Heavy con Premonition in cui Conti non fa minimamente rimpiangere il buon Michael Kiske (così come in tutto l’album a onor del vero); Wrong Turn ci riporta alla velocità mentre le successive False Paradise e Between Anger And Tears hanno un sapore maggiormente Hard Rock. Il brano che dà titolo al concept in due parti è un canonico e ottimo brano power. Gustosa e cavalleresca è la medievaleggiante e fiabesca The Tale Of Rowsby Woof che fa da apripista alla pazzoide a cartoonesca SassoSpasso. I’ll Come Back For You è un brano delicato ma vivace che ci anticipa l’ultima ballata e ultimo brano della prima parte della collina del coniglio (concept ispirato dalla novella Wathership Down di Richard Adams) Bright Eyes, brano che trovo riprenda le sonorità delle ballate folk dei sessantottini.

Non c’è che dire Conti galvanizza, Cabri e Benedetti macinano riff e soli briosi e quanto mai efficaci, sezione ritmica impeccabile. Brani scritti da chi ama col cuore il power e pensa positivo. Seguite anche voi il coniglio nella sua collina.

Spero vivamente che anche la seconda parte si mantenga su questi livelli perchè l’album è un vero gioiellino di power!

 

 

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