Partiamo dalla fine: il voto dato a questa release non è perché l\’album sia brutto, tutt\’altro! Si tratta semplicemente di una riedizione senza alcuna bonus track (ma con un artwork differente) per il mercato europeo di un disco di nemmeno troppo difficile reperibilità, cioè il terzo della Trans Siberian Orchestra, uscito originariamente negli Stati Uniti nel 2000. L\’utilità dell\’operazione in tempi di file sharing selvaggio è molto dubbia e, sinceramente, non riesco a comprenderla fino a fondo. Ma veniamo al lato più importante: la musica. Siamo di fronte ad un\’opera magniloquente, in cui è coinvolta una quantità di musicisti immane e di fama internazionale. Per chi non lo sapesse, tale progetto è stato messo insieme da Paul O\’ Neill e Jon Oliva, i nomi dietro cui si nascondevano i Savatage. E questo lavoro puzza di Savatage lontano un miglio, così come le altre fonti di ispirazione sono la magniloquenza del capolavoro “Bat Out Of Hell” del polpettone Meat Loaf ed i mitici Queen, quelli più teatrali per intenderci.
All\’interno di “Beethoven\’s Last Night” convivono l\’anima rock (di metal ce n\’è pochissimo) e quella classica con moltissimi riferimenti ovviamente all\’autore tedesco, ma anche a tale Wolfgang Amadeus Mozart ed al celebre volo del calabrone (Nikolai Rimsky-Korsakov). Il concept descritto in quest\’opera mastodontica è un\’ipotetica storia che narra dell\’ultima notte di vita del celebre compositore Ludwig Van Beethoven, miscelando elementi fantastici a fatti reali in un viaggio in musica a dir poco stupendo e sublime. Certo, i patiti del thrash e del death troveranno eccessivamente stucchevole l\’ascolto di questo disco, ma per coloro i quali non si fermano alle apparenze, gli strati celati dai brani sono molti e tutti da scoprire in un lavoro che, nel complesso, si rivela assolutamente sopra le righe (o i righi, a seconda di cosa volete intendere…).
In sostanza si tratta di un ottimo album, forse il più bello dato alla luce da questo ensemble americano che tanto successo riscuote in patria, ma l\’operazione di riesumazione di tale lavoro ha, a giudizio di chi scrive, poco senso. Così quel che resta sono quasi 75 minuti di musica splendida da godersi tutti d\’un fiato ed un disco che a 10 anni dalla sua prima release ha ancora la capacità di comunicare ottime sensazioni.

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